Una colonia estiva (di destra) educa i bambini nel segno di Evita Peron. Ed è bufera

I bambini cantano l’inno d’Italia, c’è l’alzabandiera al mattino e la sera segue l’ammaina bandiera tricolore. Vengono intonati anche vecchi inni. E poi ci sono laboratori di pittura. Una colonia di destra per bambini nel nome di Evita Peron provoca i soliti polveroni estivi. E ad alzarli è Repubblica che bolla la colonia come “nostalgica”. Il perché è subito detto: ad averla organizzarla a Catania, per «bambini italiani meno fortunati», è un’associazione considerata vicina a Forza Nuova. Cosa fanno i bambini durante le loro giornate è documentato  nella pagina fan di Facebook  dell’associazione Evita Peron. 

La colonia per bambini nel nome di Evita Peron

«Un’occasione di svago e formazione civica e religiosa che lascerà nella loro memoria ricordi indimenticabili»: è scritto sulla pagina Fb dell’associazione femminile dedicata alla moglie del generale argentino Juan Domingo Peron. «Ancor di più nell’era del gender e della manipolazione delle piccole menti », sottolinea la responsabile nazionale Desideria Raggi.  La colonia, che Repubblica definisce  “neofascista” ha un rituale fisso. Le educatrici lo chiamano Inno alla bandiera. Più propriamente è “Bandiera tricolore”, o “La bandiera dei tre colori”. Un motivo risorgimentale del 1848 (attribuito a Francesco Dall’Ongaro), poi adottato dai militari fascisti e dalle forze armate. «Weee… ma al mare non li portate? fanno solo l’alzabandiera? », chiede il 3 agosto  l’utente Nicola Ninni che pubblica l’hashtag “Noiussoli”: E la risposta degli organizzatori: «Fanno talmente  tante cose che riusciamo a beccarli fermi per due foto solo in questi momenti». E in tanti esaltano l’iniziativa e il gesto dei giovanissimi vacanzieri: «Grandi», «Belli», «Meravigliosi». Sulla pagina Facebook vengono elencate tutte le iniziative della vacanza (iniziata il 31 luglio e conclusasi il 5 agosto). Al termine ai piccoli viene raccontata la storia di Evita Peron: «Una delle poche figure femminili del’900 che si è ritagliata uno spazio nel mondo identitario di tutta Europa», dice l’associazione. Il 30 luglio una delegazione di donne e di bambine ha deposto una corona di fiori al cimitero Maggiore di Milano sulla tomba che fino al 1974 ha ospitato le spoglie di Evita. Ma tanto basta per bollare tutto come nostalgico.