Terremoto un anno dopo, ecco le differenze tra L’Aquila e Amatrice

«Un anno dopo il terremoto il commissario del governo alla ricostruzione Vasco Errani se ne va. Le macerie, invece, restano». Lo scrive su Facebook, il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, commentando la decisione di Vasco Errani di abbandonare l’incarico di commissario straordinario del governo per il sisma del Centro Italia, al termine della scadenza naturale del mandato.

Case agli sfollati dopo 100 giorni dal terremoto dell’Aquila

In queste ore sul web sono state pubblicate le differenze tra la ricostruzione dopo il sisma dell’Aquila e quella dopo Amatrice. E il parallelo tra quanto realizzato dal governo Berlusconi e quanto dai governi Renzi e Gentiloni non lascia dubbi. Nel capoluogo abruzzese vennero realizzate 5.635 abitazioni per 25mila persone in appena cento giorni. Per Amatrice, invece, dopo 365 giorni gli sfollati sono ancora alloggiati nelle tende o nei container. E non va meglio nelle Marche. Arquata del Tronto, nel cuore devastato di quel sisma, è un cantiere (in ritardo). Persino Renzi ha dovuto riconoscere: «Nelle Marche sono indietro». Le casette ordinate in tutto il cratere sono quasi 3.800, quelle consegnate appena 344. Era stato profetico l’allora commissario del governo Berlusconi, Guido Bertolaso, allorché si parlava di Errani alla ricostruzione delle zone terremotate per il sisma del 2016. «Vasco Errani? Neanche per idea». Così l’ex capo della Protezione Civile sulla strategia di ricostruzione messa in campo dall’allora governo Renzi. Bertolaso aveva infatti criticato duramente la nomina di Errani a commissario straordinario per il post sisma. Una critica che adesso si rivela pienamente condivisibile. La differenza l’ha spiegata bene al Quotidiano il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. «Bertolaso decideva e comandava. E quando diceva “si fa”, cascasse il mondo si faceva».