Sulle sanzioni Putin snobba Trump e manda avanti il premier Medvedev

Putin snobba Trump. E snobba pure le nuove sanzioni. Gli Stati Uniti hanno dichiarato “una vera e propria guerra commerciale alla Russia” con il provvedimento con le nuove sanzioni e vincoli al loro sollevamento varato dal Congresso e firmato in legge, pur con molte perplessità, da Donald Trump. Ma, appunto,  Mosca ha deciso per un profilo diverso. Il presidente Vladimir Putin si è sfilato – nessun impegno ufficiale, ha trascorso la giornata di ieri nel nord della Siberia a pescare, e con successo a giudicare dalle foto diffuse- e dopo l’annuncio di domenica con la richiesta di riduzione del personale (in larga misura russo, ndr) nelle missioni diplomatiche americane in Russia, ha lasciato al suo premier Dmitry Medvedev la reazione di Mosca e il compito di dire che la nuova legge rappresenta “la fine delle speranze di migliorare le nostre relazioni con la nuova amministrazione americana”. “Proseguiremo il nostro lavoro per sviluppare l’economia e l’ambito sociale, la sostituzione delle importazioni, e affronteremo i compiti più importanti dello stato, contando prima di tutto su di noi. Abbiamo imparato a farlo negli ultimi anni, con i mercati finanziari quasi chiusi, il timore che creditori e investitori stranieri mettessero sul lastrico la Russia colpita dalle sanzioni. Per alcuni versi ci è servito, anche se le sanzioni sono nel complesso prive di senso. Ce la faremo”, ha scritto Medvedev in un post su Facebook, denunciando il “carattere pervasivo” delle nuove misure e anticipato una “estrema tensione delle relazioni bilaterali” che proseguirà, ha precisato, indipendentemente dalla maggioranza che sarà eletta al congresso o dalla personalità del presidente. Putin tace, ma è chiaro che questo è un modo per rigettare la palla nel campo di Trump e del Congresso Usa, in lotta costante tra loro.