Stop della Libia alle imprese italiane in loco: il vostro governo ci è ostile

Le autorità di Tobruk, nell’est della Libia, riaccendono le tensioni con l’Italia dopo le dichiarazioni al vetriolo successive al via libera alla missione navale a supporto della guardia costiera di Tripoli. Il nuovo fronte aperto dal governo di Tobruk, sostenuto dal generale Khalifa Haftar, riguarda le imprese italiane presenti in Libia e alle quali viene vietato di ottenere nuovi contratti, di estendere quelli in essere e di costituire joint venture con aziende locali. Stando all’agenzia di stampa Lana, le nuove disposizioni sono contenute in una direttiva siglata dal ministro dell’Economia di Tobruk, Munir Asar, il quale ha sottolineato che i provvedimenti, che resteranno in vigore fino a “nuove comunicazioni”, sono legati all'”evidente ostilità dell’Italia nei confronti del popolo libico”. “I nostri amici che sono al nostro fianco durante questa crisi hanno più diritto a una partnership economica”, ha precisato Asar, aggiungendo che ci sono molti Paesi, oltre all’Italia, che hanno le tecnologie di cui la Libia vuole dotarsi. Il generale Haftar difende con forza l’unità della Libia da eventuali ingerenze militari. “Forse qualcuno dirà che lo Stato libico è debole e che si può staccare un pezzo della Libia. Sì, il nostro Stato non è forte. Ma non cederemo un solo centimetro del nostro territorio. Daremo la nostra vita piuttosto che vivere nell’umiliazione sulla nostra terra”, ha detto Haftar in un’intervista a Russia Today concessa durante la sua visita a Mosca. Durante la sua terza visita a Mosca l’uomo forte del governo di Tobruk ha chiesto al Cremlino di assicurargli i rifornimenti militari: “La Russia è una potenza globale. È un attore influente sullo scenario internazionale. Per questo – ha spiegato Haftar – chiediamo che ci aiuti a rivedere le ingiuste restrizioni contro di noi, legate al rifornimento delle armi alla Libia. Abbiamo dato voce alle nostre volontà in modo franco e la Russia ha detto che farà del suo meglio per aiutarci”. Durante la visita non è stato siglato alcun accordo, ma il generale libico ha parlato di “progressi” dopo il suo incontro con il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu. “Credo che siamo d’accordo su ciò di cui abbiamo bisogno – ha proseguito il generale – La Russia ha dato una risposta positiva. Credo che stia procedendo tutto bene”. “La Russia – ha concluso Haftar – sta cercando di trovare delle soluzioni adeguate per rifornirci tempestivamente di ciò di cui abbiamo bisogno”.