Sierra Leone, almeno 400 morti e 600 dispersi per le inondazioni

In Sierra Leone è sempre più drammatico il bilancio della frana che ha travolto un sobborgo di Freetown, la capitale. Sono quasi 400 i corpi recuperati ma i dispersi sono almeno 600, ha detto un portavoce della presidenza alla Bbc. I soccorritori sono ancora al lavoro e continuano ad estrarre corpi senza vita dal fango che ha travolto domenica le case del sobborgo di Regent, ha riferito il portavoce presidenziale della Sierra Leone. Le operazioni sono rese difficili dalla scarsità di mezzi e dalle conseguenze delle forti piogge degli ultimi giorni, che hanno provocato la frana ma anche inondazioni, con strade bloccate e interruzioni dell’elettricità. Molte delle vittime sono bambini: nell’obitorio dell’ospedale di Connaught a Freetown, dove sono stati portati 297 corpi, sono stati contati 109 bimbi, ha detto il ministro dell’Informazione, Mohamed Banguara. Il governo della Sierra Leone ha proclamato sette giorni di lutto nazionale a partire da oggi. A mezzogiorno ora locale (le 14 in Italia) verrà osservato un minuto di silenzio in tutto il Paese, mentre questa sera è prevista una veglia interreligiosa nello stadio di Freetown. In giornata vi sarà poi una prima sepoltura di massa, per far posto negli obitori all’arrivo di nuove salme. Le case di Regent sono state sepolte da una gigantesca frana proveniente dalla sovrastante collina di Sugar Loaf, dopo tre giorni di piogge torrenziali. Un’immagine della collina pubblicata dal quotidiano locale “The Sierra Leone Telegraph” mostra chiaramente come un’intera ‘fetta’ di terra si sia staccata da uno dei versanti dell’altura. Altre foto illustrano la devastazione dell’area colpita, con pochi tetti di lamiera e assi di legno che emergono dal fango. Sotto la collina sorgeva un migliaio di case. Secondo la Croce Rossa, alle vittime si aggiungono 3mila persone rimaste senza casa.