Sicilia, il centrodestra si ricompatta: verso un ticket Musumeci-Armao

Al momento manca solo l’ufficialità, ma tutto lascia pensare che, in Sicilia, il centrodestra abbia finalmente imboccato la strada che porta all’unità sul nome di Nello Musumeci, già europarlamentare di An e già presidente della Provincia di Catania, sostenuto finora da FdI-An e Lega ma sul quale sembra ora convergere anche Forza Italia. A sbloccare l’incaglio sarebbe stata una telefonata di Silvio Berlusconi al suo plenipotenziario nell’isola, Gianfranco Miccichè.

La prospettiva delle elezioni politiche

L’ex-premier, più volte tentato dai suoi a ricercare un’intesa con i centristi di Alfano, ha gettato lo sguardo oltre le regionali siciliane del prossime 5 novembre per puntare alle politiche del prossimo anno. Da qui la scelta di far prevalere su ogni altra considerazione la compattezza della coalizione. Tanto più che la formula sulla quale si sta trattando in queste stesse ore prevede un ticket tra lo stesso Musumeci e l’indipendente Gaetano Armao come vice. L’intesa tra Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini dovrebbe essere ufficializzata nei prossimi giorni.

Centrosinistra in frantumi: ora i candidati sono 3

Decisamente diversa l’aria che si respira nel centrosinistra ormai in frantumi. Qui i candidati che dovrebbero vedersela con Musumeci e il penta stellato Giancarlo Cancellieri sono almeno tre: il rettore Fabrizio Micari, lanciato da Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, benedetto da Matteo Renzi e graditissimo ad Angelino Alfano, che proprio in Sicilia si gioca le ultime carte per sopravvivere politicamente; Claudio Fava, mandato in campo dai bersaniani di Mdp nonostante l’endorsement per Micari di Giuliano Pisapia; infine, il governatore uscente Rosario Crocetta, deciso a ripresentarsi nonostante nessuno sia disposto a prenderselo in carico. Una situazione “balcanica” che strappa un commento amaro a Fabrizio Cicchitto, capogruppo del partito di Alfano a Montecitorio: «Vedendo quello che sta accadendo in Sicilia è evidente che per una parte della sinistra l’obiettivo è quello di far perdere il Pd non di battere il M5S o il centrodestra». Una prece.