Sgomberi, Meloni accusa il Viminale: “Vergogna, favorisce le occupazioni”

Il solito doppiopesismo italico: ancora una volta a denunciarne gli effetti nefasti e l’insostenibile onta che ne consegue, davvero difficile da digerire, è la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che, in merito alla nuova disciplina del Viminale sugli sgomberi, ha in un’intervista rilasciata a Libero Quotidiano ha appena ribadito e sottolineato: “È una vergogna perché afferma un principio gravissimo per cui, se occupi illegalmente, lo Stato ti garantisce una casa, mentre se rispetti la legge puoi continuare a dormire sotto i ponti”.

Nuove regole sulle sgomberi, Meloni: una vergogna

E così, alla vergogna delle polemiche strumentali e della accuse pretestuose rivolte alla polizia – che, oltre il danno subito per le violente aggressioni perpetrate dai migranti nel corso dello sgombero di via Curtatone, ha dovuto incassare anche la beffa della gogna mediatica e l’affronto sociale del corteo di ieri – si unisce anche la decisione presa dal ministro Minniti di modificare le regole per gli sgomberi dei palazzi occupati, con tanto di decalogo inviato ai prefetti con indicazioni e precetti a cui attenersi scrupolosamente, non prima – certo – di aver trovato luoghi di accoglienza alternativi per gli sfollati di turno. Ma il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, non ci sta, e argomenta dal web alla stampa tutto il suo dissenso. “Un richiedente asilo viene sostenuto all’arrivo e nella fase emergenziale. Una volta che lo Stato ti riconosce lo status di rifugiato diventi un normale residente sul nostro territorio: devi trovarti un lavoro e un alloggio come fanno tutti e se occupi abusivamente ne subisci le conseguenze, al pari di qualunque altro cittadino. Nessuno può pensare che lo Stato italiano ti debba mantenere a vita”, fa notare la numero uno di FdI, tornando a stretto giro anche sulle polemiche strumentali indirizzate contro gli agenti impegnati – e feriti – nello sgombero di piazza Indipendenza. “Le critiche alla polizia? – ribadisce Giorgia Meloni – noi stiamo al 100% con le Forze dell’Ordine ed è vergognoso che i vertici delle Istituzioni, compreso il Capo della Polizia, non si siano schierati dalla loro parte senza tentennamenti”.

Calderoli, dal Viminale una pezza peggiore del buco

Una bomba che davvero non smette di deflagrare quella delle nuove regole del Viminale sugli sgomberi che il centrodestra proprio non può non provare a disinnescare. “Se fosse vero quel che anticipano i quotidiani, ovvero che il Ministero degli Interni sta varando una direttiva per dare ai Prefetti il potere di requisire edifici pubblici vuoti per riempirli degli immigrati che occupano abusivamente stabili privati, allora la toppa sarebbe peggio del buco”, ha fatto eco alle rimostranze della Meloni anche Roberto Calderoli della Lega Nord che, in una nota ha evidenziato: “Intanto i Prefetti sono semplici funzionari statali e non hanno alcun diritto, in democrazia, di scavalcare un sindaco eletto dai cittadini, senza contare che in questi tre anni i Prefetti sono stati trasformati in affitta-camere impegnati solo a trovare sistemazione ai finti profughi africani spacciati per rifugiati. Inoltre è impensabile scavalcare le leggi vigenti, che prevedono gli sgomberi, e premiare chi occupa abusivamente dandogli un’altra sistemazione per di più spese dei contribuenti. Così si farebbe passare un messaggio sbagliato e tutti sarebbero autorizzati a occupare abusivamente, tanto poi o non verrebbero sgomberati oppure verrebbero collocati altrove”. “No”, la concluso nella sua nota Calderoli: “Non funziona così: chi occupa va sgomberato, con le buone o con le cattive, e poi deve andarsene altrove. Punto”, ha concluso Calderoli: interpretando con le sue parole, come ha fatto contestualmente GIorgia Meloni, rabbia, disillusione e frustrazione di tutti quegli italiani senza tetto e abbandonati dallo Stato così solerte ad accogliere e sistemare i migranti sacrificando sull’altare del buonismo e dell’accolgienza coatta diritti e doveri che sembrano andare solo incontro a chi – ormai non ci crede più nessuno – non fugge da nessuna guerra, da nessuna carestia.