“Repubblica” scopre la spiaggia comunista e non s’indigna. Un mese fa la denuncia del “Secolo”

Si erano indignati per la spiaggia fascista di Chioggia, Punta Canna, al punto da avviare una campagna di stampa che ha avuto una eco politica e giudiziaria che manco un tentato golpe avrebbe avuto. Oggi, però, i vertici di Repubblica scoprono che esiste anche una spiaggia che inneggia a marxismo, al leninismo, che celebra le follie di Stalin e quell’ideologica cieca e sanguinaria, ma nessuno si indigna.

Si era indignato, invece, il Secolo d’Italia (qui l’articolo e il video), un mese fa, il 10 luglio del 2017, quando aveva denunciato -sull’onda delle polemiche sulla spiaggia fascista – quel ritrovo balneare che da lì a poco sarebbe andato in scena a Roccella Jonica, dal titolo poco rassicurante di “Guerrilla”. Quel ritrovo sulla spiaggia comunista oggi viene descritto da Repubblica con i toni della scampagnata, dell’allegra goliardia estiva, quasi alla stregua di una sagra della porchetta o della festa della nuda. Leggere per credere. «Bandiere rosse con falce e martello, canzoni di lotta partigiana e dibattiti politici, anche quando il termometro impietoso segna quaranta gradi all’ombra: circa 150 iscritti al Fronte della gioventù comunista, organizzazione giovanile legata al Partito comunista di Marco Rizzo, si sono ritrovati per “Guerrilla”, campeggio organizzato sulla spiaggia di Roccella Jonica, in Calabria, dal 31 luglio al 6 agosto. “Non ci spaventa discutere di politica con questo caldo, la rivoluzione non va in vacanza”, spiegano alcuni militanti. E tra una discussione su Cuba e un’altra sul precariato, c’è spazio anche per una nuotata, un po’ di sport e qualche lettura sotto l’ombrellone, da Marx a Lenin, da Gramsci alla storia della Rivoluzione d’ottobre: “Marx va bene tutto l’anno, anche ad agosto”», è scritto nell’articolo che precede il video (qui), con tanto di inviato.

Toni assolutori, ironici, la festa del comunismo non fa paura come quella spiaggia con qualche slogan mussoliniano che i giornali (e qualche politico) ha cavalcato come fosse una base neofascista di futuri rivoluzionari. La spiaggia rossa, invece, fa tenerezza anche ai politici, di sinistra. “Falce e Martello invece che Secchiello e Paletta: tra le onde e le dune, li dove il mare luccica e tira forte il vento, campeggiano ogni anno striscioni antimperialisti e simboli di regimi che hanno seminato morte e terrore, esibiti accanto a reti di beach volley, palloni e bacchettoni da giovani compagni in erba e in infradito. Su quel lido non manca neanche una bella bandiera rossa che sventola su un pennone alto come il numero di crimini commesso dai sostenitori del marxismo-leninismo negli ultimi decenni di storia mondiale. La spiaggia comunista esiste, è in Italia, ma nessuno si scandalizza….», scriveva il Secolo d’Italia un mese fa. E nessuno si indignava.