Represso l’alzamiento contro Maduro. Ma la revoluciòn arriva (video)

Si tratta del secondo tentativo di colpo di Stato in Venezuela in pochi giorni, da quando è iniziata la rivoluzione contro la dittatura chavista di Nicolas Maduro. Ieri un gruppo di militari dell’esercito del Venezuela guidato dal capitano Juan Caguaripano, della 14esima brigata corazzata di Valencia, ha dichiarato una ribellione contro la “tirannia assassina” del presidente Maduro. Il governo assicura che la situazione è sotto controllo, dopo che nella base di Valencia è scoppiata una rivolta. In un video, Caguaripano ha negato che il suo sia un golpe, ma ha descritto come suo obiettivo dell’operazione quello di ristabilire l’ordine legale nel paese. “Dichiariamo una rivolta uniti al coraggioso popolo del Venezuela contro la dittatura di Nicolas Maduro”, ha detto. Tuttavia le Forze armate hanno represso la rivolta. Negli scontri, riportano i media locali, un uomo è stato ucciso e un altro gravemente ferito. “Una settimana fa abbiamo vinto con i voti, oggi è stato necessario vincere il terrorismo con le pallottole”. Questo il primo commento del presidente del Venezuela, a quanto riportano media internazionali, dopo la rivolta sventata nello Stato di Carabobo. Maduro si è anche complimentato con i suoi uomini che hanno respinto la rivolta.

La procuratrice estromessa: “Mi vogliono uccidere”

Intanto oggi c’è un altro drammatico appello: “Se mi succederà qualcosa, la colpa sarà del governo. In particolare del servizio segreto Sebin”. A parlare è Luisa Ortega Diaz, in un’intervista a La Stampa, la procuratrice generale del Venezuela rimossa sabato dal suo incarico dalla nuova assemblea costituente con l’accusa di aver tradito il Paese per non aver usato la propria carica per stroncare le proteste che da quattro mesi tengono il regime di Maduro con le spalle al muro. Chavista della prima ora, convinta che la rivoluzione bolivariana-socialista potesse riportare equità e giustizia in Venezuela, secondo Ortega in Venezuela “non c’ è più un governo”. “In teoria i governi si formano per costruire la felicità dei popoli, ma in Venezuela l’esecutivo serve solo ad occupare illegalmente il Paese e sfruttarne le risorse, alla faccia della gente”, attacca. “Io mi considero ancora la procuratrice generale del Venezuela – continua – E gli atti dell’Assemblea sono nulli, in quanto è stata formata attraverso un processo non costituzionale e illegittimo. Il voto poi è avvenuto alle spalle del popolo, non con il suo consenso”.