Rampelli al Coni: “Giù le mani dal Foro Italico, impediremo le speculazioni”

‎Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Fabio Rampelli, che di professione è architetto, torna a denunciare le manovre speculative che ciclicamente si addensano sul Foro Italico: “Dopo la proposta di legge Fiano contro i cimeli del ventennio, le incredibili esternazioni contro l’architettura razionalista, che qualcuno ha proposto di demolire, lo stupro premeditato delle simmetrie neoclassiche dell’Eur ad opera dell’archistar marxista Fuksas, la svendita di quattro edifici storici di pregio con annessi affreschi, statue e mosaici ad opera di Padoan e Renzi, il Coni ora torna sull’indecente idea di coprire il centrale del tennis, già bocciata dalla sovrintendenza nel 2009. All’epoca il Coni convinse il Campidoglio ad autorizzare il nuovo impianto garantendo che sarebbe stata una struttura temporanea e, quindi, rimovibile”. “Inutile – sottolinea Rampelli – ricordare infatti al sindaco Raggi e alla sovrintendenza – che deve difendere i nostri monumenti da manomissioni – che il Parco del Foro italico realizzato nel ventennio ha come caratteristica fondamentale quella dello zero impatto ambientale, con campi da gioco realizzati in cavea e godibili da tutti gli amanti dello sport, senza barriere. A questa filosofia ci si ispirò nella realizzazione dello Stadio del nuoto per le olimpiadi del 1960, con un moderno, sobrio e magistrale progetto dell’architetto Del Debbio. Né si può ipotizzare una mega copertura temporanea della piscina all’aperto da 50 metri o dello Stadio dei Marmi”. “Il Coni – conclude l’esponente di Fratelli d’Italia – si preoccupi di onorare l’accordo con il quale dovrebbe manutenere le straordinarie bellezze architettoniche che gestisce, realizzi il Museo dello Sport nell’ex Casa della scherma, ristrutturi l’ex Ostello della Gioventù, riacquisisca e sistemi l’ex aula bunker, restauri mosaici e affreschi e smetta di pensare a progetti speculativi su un monumento nazionale. Il palazzetto polivalente coperto lo faccia a Tor di Quinto o dove preferisce, ma lasci stare il Parco del Foro Italico. Ci mobiliteremo per impedire che si realizzi questo scempio”.