Quel pasticciaccio brutto di via Curtatone. Rampelli: è una fabbrica di criminalità

“In questi quattro anni di occupazione abusiva dello storico palazzo di piazza Indipendenza, tollerata vergognosamente dalle istituzioni e subìta dai legittimi proprietari, costretti anche a pagare oltre 30mila euro di bolletta elettrica a bimestre, è successo di tutto”. A parlare è Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, protagonista da anni delle denunce sull’occupazione dello stabile di via Curtatone.

Vogliamo ripercorrere le tappe di questa lunga odissea? 

Ripeto,  è successo di tutto. E vale la pena raccontarlo  soprattutto alle anime belle della sinistra e a quei giornalisti “fricchettoni” con la nostalgia canaglia per il ’68 e il ’77…

Non tutti, però…

Certo, però purtroppo solo una minoranza ha il coraggio di documentarsi e di scrivere la verità. Gli immigrati sono stati organizzati dai professionisti delle occupazioni, quei movimenti per la casa, come Action,  ben conosciuti da forze dell’ordine e Procura della Repubblica. Grazie alle loro infiltrazioni negli uffici pubblici hanno raccolto e trasferito nello stabile di piazza Indipendenza circa 800 migranti. 

Gratuitamente?

Le famiglie ospiti pagavano il pizzo, cioè una forma di affitto illecito. Perché nessuno lo dice? Di più: molti ospiti sono stati indirizzati verso attività illegali come prostituzione e spaccio, mentre altri coordinavano da lì la tratta di esseri umani dall’Africa incassando 4500 euro a persona per attraversare il deserto e il Mar Mediterraneo, più una quota aggiuntiva per lo smistamento verso il nord Italia o l’Europa.

Tutto documentato?

Certo. Parlo di un circuito scoperto dalla Guardia costiera attraverso le intercettazioni telefoniche che ha portato all’arresto, nel marzo 2016 di 12 eritrei, prelevati proprio dall’interno di Palazzo Curtatone. Eppure nessuno oggi ricorda niente. Nessuno ricorda il finto blitz organizzato da Alfano prima di venire in aula per rispondere a una delle mie interrogazioni sull’occupazione…

Finto blitz? Che cosa intende?

Mi riferisco a quando l’allora ministro dell’interno,  prima di presentarsi  in Aula, fece preavvisare gli occupanti dell’ispezione. Solo un centinaio di migranti su 800 accettarono di farsi identificare, la gran parte dell’edificio fu interdetto e per le istituzioni tutti gli altri erano e sono rimasti fantasmi.

Lei sta dicendo una cosa gravissima…

Ma andò proprio così. Un blitz annunciato. Su nostra segnalazione i vigili del fuoco effettuarono un’ispezione mettendo in evidenza lo stato di pericolo dato dalla presenza di bombole del gas dislocate ovunque, incompatibili con le più elementari norme di sicurezza. Ma c’è un altro elemento scandaloso che vorrei denunciare: retorica a parte, gli immigrati di piazza Indipendenza sono in larga parte benestanti, molto più di tanti italiani e potrebbero tranquillamente pagarsi l’affitto di un appartamento nelle zone periferiche di Roma o della provincia, come fanno la gran parte dei cittadini.

Benestanti, addirittura?

Lo dimostra il tenore di vita sostenuto con elettrodomestici nuovi di zecca, televisori 55 pollici con schermo ultrapiatto, iPad e iPhone in quantità, impianti di aria condizionata e auto di proprietà che sono stati “inventariati” dagli agenti, che in questi giorni hanno accompagnato i nuclei familiari a recuperarli. Per questo bivaccano nelle aiuole della piazza, aspettano il loro turno. Uno scandalo nello scandalo.

Quindi lei è uno di quelli che ha festeggiato per lo sgombero?

Purtroppo non c’è nulla da brindare dopo 4 anni di prese in giro. Ho chiesto ufficialmente al ministro Minniti di procedere all’identificazione e al rimpatrio di questi signori, che tra l’altro si rifiutano di andare gratuitamente fuori dal centro storico. Sono disposti ad accettare solo una sistemazione a via dei Coronari o a via Frattina ma non vogliono essere trasferiti nei quartieri dove vivono centinaia di migliaia di famiglie italiane, che oltretutto pagano l’affitto di tasca propria. Dicono di non sapere come raggiungere il posto di lavoro e che i figli vanno a scuola in centro. Una burla.

Ora le forze dell’ordine vengono “processate” per lo sgombero

Questura e prefettura hanno agito in maniera esemplare, se poi qualcuno si è comportato male non si può generalizzare. E  comunque quando si diventa bersagli  del lancio di bottiglie, sampietrini e bombole del gas qualche parola di troppo può scappare. O no? Semmai dovremmo domandarci perché da 4 anni lo Stato si è fatto complice delle attività criminali e Comune e Regioni, che continuano a litigare, sono state latitanti anche verso quei bambini che i servizi sociali avrebbero dovuto monitorare e sostenere.