Pista marocchina per gli attentati in Europa. E il re del Marocco grazia 14 terroristi

A poche ore dagli attentati in Spagna e Finlandia provocati da alcuni jihadisti di origine marocchina, fa discutere la decisione del re del Marocco, Mohammed VI, di concedere la grazia a 14 persone che avevano fatto parte di gruppi islamisti. Il provvedimento di clemenza arriva per festeggiare la fine del colonialismo in Marocco, segnata dal rientro dall’esilio di re Mohammed V, il 20 ottobre del 1956. Come da tradizione, Mohammed accorda la grazia reale. Tra i 415 detenuti graziati, vi sono appunto 14 condannati per terrorismo, 13 in stato di detenzione per pene inferiori ai 30 anni, e uno condannato a morte.

L’esperto: “In Marocco l’Islam radicale è finanziato dallo Stato” 

Il Marocco è il secondo esportatore di terroristi dell’Africa del Nord, dopo la Tunisia. Sono oltre duemila i combattenti di origine marocchina che si sono arruolati nell’Isis in Siria e Iraq. Anche negli attentati di Barcellona e di Turku, in Finlandia, gli autori sono originari del Marocco. Come ha spiegato a RsiLhoussain Azergui, analista dello European Strategic Intelligence and Security Center di Bruxelles: «C’è una presenza sempre maggiore di marocchini nelle reti terroristiche europee a causa di una fortissima intrusione all’interno della società marocchina del wahabismo, ossia di una visione molto radicale dell’Islam, di stampo saudita per intenderci. Una presenza crescente legata al fatto che questi paesi finanziano moschee, associazioni culturali e librerie che veicolano questa interpretazione». E il fatto che abbiano colpito in Spagna non è casuale. «In Spagna c’è una forte presenza di wahabismo nella comunità islamica. Le reti jihadiste in Spagna sono molte forti e sono impiantante lì sin dagli anni ’90. Viste le strette relazioni esistenti tra i due paesi, molti jihadisti marocchini si sono trasferiti e operano da lì. Uomini convertiti all’islam radicale che impongono la loro visione della religione e dei loro valori alla comunità». Visione e “valori” che si trasformano nella guerra santa contro gli “infedeli” che hanno dato loro ospitalità.