Piazza Indipendenza, accuse alla polizia? Ecco quello che i buonisti non raccontano (Video)

«Si è trattato di un’operazione di cleaning, di riportare l’ordine a piazza Indipendenza, di ristabilire le regole. Altrimenti, mi chiedo, quale sarebbe il mio compito?». La risposta che dovrebbe mettere a tacere le polemiche strumentali e grondanti buonismo d’accatto e demagogici j’accuse la fornisce in un’intervista al Corriere della Sera direttamente il prefetto di Roma Paola Basilone all’indomani degli scontri a Piazza Indipendenza, aggiungendo che lo sgombero del palazzo di via Curtatone, che fino a pochi mesi fa ospitava quasi 800 rifugiati, «è perfettamente riuscito» e che adesso, però, «il Comune deve fare la sua parte e, insieme agli altri soggetti, assistere i rifugiati come è stato deciso».

Sgombero a Piazza Indipendenza: polemiche dai soliti buonisti

Ma si sa, l’intellighenzia buonista e radical sinistrorsa cavalcherà l’onda della violenza “poliziottesca” per chissà quanto altro tempo ancora, fingendo di ignorare un semplice fatto: ieri, negli scontri seguiti allo sgombero del palazzone alle spalle della Stazione Termini, gli aggrediti, fino a prova contraria, sono stati i poliziotti. E poco importa, ai soliti buonisti di stampo boldriniano, che – come ribadito sempre dal prefetto Basilone – «in quel gruppo di persone da allontanare dalla piazza ce n’erano una trentina che occupavano l’immobile ma che non avevano titoli per ottenere l’assistenza alloggiativa e sanitaria proposta alle altre settanta», e che, «tuttavia, con loro c’erano anche tanti altri soggetti infiltrati. Insomma, non erano certo rifugiati»… Eppure ormai si sa che al melodramma dei profughi in fuga da guerre e carestie non crede più nessuno, forse neppure chi continua a spacciarlo a dispetto di dati, ammissioni e riscontri. 

Sgombero a Piazza Indipendenza, le vittime sono gli agenti

Ma tant’è: la linea di demarcazione è bella e tracciata da tempo ormai, e a dispetto della verità dei fatti che, tra i vari aspetti, annoverano un’altro dato poco preso in considerazione da chi oggi urla allo scandalo e all’inciviltà; un dato riferito – con cognizione di causa – sempre dal prefetto di Roma Basilone, stavolta rimarcato dalle colonne de La Repubblica: «Dal primo piano sia ieri mattina che due giorni fa hanno iniziato a lanciare bombole del gas piene. È del tutto evidente che in presenza di bombole piene si cerchi di evitare il peggio – l’esplosione appunto – ecco perché l’uso dell’idrante». Quello stesso che, anche volendo, neppure attivato oggi e utilizzato a pieno regime, riuscirebbe a spegnere il fuoco sacro delle polemiche e delle invettive incredibilmente rivolte più contro la frase infelice di un agente che in ragione dei lanci di oggetti contro la polizia di Stato. Perché, se è vero che si deve dare un’alternativa di alloggio ai rifugiati aventi diritto, è altresì incontrovertibile che è doveroso sgomberare gli immobili abusivi e che non si può permettere a nessuno di lanciare bombole di gas o altri oggetti contro la polizia. E allora di questo, e di tutto quello che inerisce e comporta, parlerà oggi il titolare del Viminale, Marco Minniti, chiamato a riferire in Parlamento sui fatti di ieri da Sinistra Italiana e Mdp.

Le reazioni ai disordini di ieri: da Zaia al sindacato Indipendente di Polizia

«In Veneto Cona, Bagnoli, Vittorio Veneto, prima Eraclea. Ora anche a Roma cresce la tensione generata dalla presenza di migranti: ieri gli scontri hanno avuto come protagonisti degli stranieri che rifiutavano gli alloggi offerti dal Comune», ma questo, scrive nel suo post su Facebook il presidente del Veneto Luca Zaia, «è lo specchio della gestione vergognosa dell’immigrazione da parte di un governo che da quattro anni sta permettendo l’arrivo massiccio ed indiscriminato di migranti in cerca di fortuna, in un Paese che chiaramente non ha i mezzi per accogliere tutti». Non solo: alla polemica mediatico-istituzionale si aggiunge in queste ore il j’accuse formulato in una nota da Domenico Pianese, segretario Generale del Coisp, sindacato Indipendente di Polizia, che di seguito riportiamo in ampi stralci.

Stop a polemiche «inaccettabili»: ecco la nota del Coisp

«È inaccettabile e fuorviante la polemica che alcuni stanno alimentando su una frase attribuita ad un poliziotto impiegato nei servizi connessi allo sgombero di piazza Indipendenza, a Roma. Troviamo anzi ridicolo che qualcuno tenti di far dimenticare la guerriglia organizzata dagli immigrati che abusivamente occupavano un intero stabile, affittando illecitamente a disperati abbandonati dalla politica e dai servizi assistenziali». È quanto ha sottolineato dunque in una nota Domenico Pianese, segretario Generale del Coisp, sindacato Indipendente di Polizia. «Dopo lo strascico polemico seguito ai fatti di Roma – si legge ancora nella nota – dove le Forze dell’Ordine sono state inviate a effettuare lo sgombero di un centinaio di migranti accampati a Piazza Indipendenza, dopo essere stati sgomberati dal vicino palazzo di via Curtatone ed aver rifiutato una sistemazione alloggiativa alternativa»… E ancora: «Bisognerebbe capire – prosegue la nota – come mai sono repentinamente spariti i filmati di ore di aggressioni indiscriminate e violentissime ai danni dei poliziotti, con evidenti tentativi di ucciderli, persino facendo esplodere delle bombole di gas che solo grazie alla buona sorte oltre che alla competenza e professionalità dei colleghi non hanno causato una strage fra gli appartenenti alle forze dell’ordine», denuncia Pianese. «Come mai su questi filmati scomparsi nessun commento, nessuna polemica, nemmeno un timido atteggiamento di riprovazione o anche solo un vago rimprovero? Come mai nessuna richiesta di individuare e punire in modo esemplare i responsabili?. Contro gli agenti sono stati lanciati sassi, bottiglie e bombole di gas – prosegue la denuncia del Coisp – tanto che si è reso necessario utilizzare gli idranti per sedare la rivolta neutralizzando il rischio di scoppi o incendi. Ma poche ore dopo la rivolta i media si sono concentrati su una frase pronunciata nelle concitate fasi dello sgombero da un funzionario, il quale evidentemente si aspettava una reazione violenta da parte degli abusivi»…