Pensioni anticipate, torna l’ipotesi di “quota 100”. Ecco come calcolare gli anni

Una rivoluzione annunciata e mai realizzata, ma l’ipotesi della pensione anticipata sulla base di una soglia rispunta e si fa strada. Alcuni sindacati riuniti nella sigla Confsal hanno comunicato l’iniziativa di avviare, il prossimo autunno, dei lavori per la definizione di un disegno di legge che, tra i vari punti (modifica della pensione minima e tetto massimo a 40 anni di contributi) prevede il ritorno della pensione Quota 100. Di cosa si tratta?

La Quota 100 è una riforma delle pensioni che era già stata proposta dal disegno di legge messo a punto nel 2015 dal Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano. Dopo mesi di accantonamento, ‘Quota 100’ torna sulla scena e a settembre. “Si punta – spiega il sindacato UNSA (Unione Nazionale Sindacati Autonomi) all’AdnKronos, ad una raccolta firme in sostegno del disegno di legge contenente anche il suo ritorno”.

Il Ddl Damiano si rivolge a quei lavoratori con un minimo di 62 anni d’età e 35 di contributi, che “possono conseguire, quale somma tra il requisito anagrafico e quello contributivo, la quota 100“. Dunque, i requisiti di 62 e 35 anni da soli non bastano: è necessario, per ottenere l’anticipo, che la somma dell’età anagrafica e degli anni di contributi versati, dia come risultato, appunto, 100. Si tratta, secondo l’UNSA, del “perfetto equilibrio tra tutte le varie opzioni in fatto di pensione anticipata”. La proposta dei sindacati ha l’obiettivo di “ripartire dai lavoratori”, puntando su una maggiore flessibilità in uscita.