Papa Francesco: “Ius soli e sicurezza per i migranti”. E per i cristiani?

Papa Francesco a gamba tesa. Al momento della nascita “va riconosciuta e certificata” la nazionalità. Ecco l’intervento che non ti aspetti. Con quel di più che lascia basiti: “Non sono una idonea soluzione le espulsioni collettive e arbitrarie di migranti e rifugiati, soprattutto quando esse vengono eseguite verso paesi che non possono garantire il rispetto della dignità e dei diritti fondamentali“. Ecco quel che scrive il Papa nel suo messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebrerà il 14 gennaio del 2018. Giocasse a calcio o a rugby, Sua Santità sarebbe stato sanzionato col rosso diretto ed espulso. Troppo brutto e inutilmente cattivo il fallo. Impossibile da non vedere e punire. E però, lui è il Papa. E si può permettere questo ed altro perchè, ci dicono, infallibile. Così, adesso, a latere dell’ennesima strage, Francesco parteggia apertamente per una soluzione vecchia e inconcepibile, ingiusta e dannosa, che si è già mostrata fallace e che sarebbe solo capace di accrescere odii e conflitti e spargimenti di sangue: quasi il segno di una Chiesa fuori dal tempo. Di una Chiesa miope. Né più né meno -verrebbe da ricordargli- di quella di Urbano VIII che, negando evidenza e verità, impose l’abiura a Galileo. E non è tutto, purtroppo: “Torno a sottolineare l’importanza di offrire a migranti e rifugiati una prima sistemazione adeguata e decorosa” aggiunge ancora Bergoglio. “Le condizioni di migranti, richiedenti asilo e rifugiati, postulano che vengano loro garantiti la sicurezza personale e l’accesso ai servizi di base. In nome della dignità fondamentale di ogni persona – dice perciò il Pontefice – occorre sforzarsi di preferire soluzioni alternative alla detenzione per coloro che entrano nel territorio nazionale senza essere autorizzati“. Verrebbe perciò da chiedergli, a questo accogliente Papa Francesco, se è al corrente di quanti suoi umili fedeli, di quanti devoti a Santa Romana Chiesa, di quanti poveracci senza lo status di “migrante” abbiano oggi negata sia la “sicurezza personale” sia l’accesso “ai servizi di base“. E se ha avuto notizia di quanti ne hanno già ammazzati, solo perchè cristiani o donne o cittadini inermi, alcuni di questi “richiedenti asilo” che stanno liberi e in giro per le strade d’Europa. Verrebbe proprio da chiederglielo, a Francesco, anche se dovrebbe saperlo. Perchè lui è il Papa. Ma, forse, non è infallibile.