Osa chiamare “clandestini” gli immigrati: le pignorano lo stipendio

Attaccò le coop su Facebook accusandole di usare l’accoglienza come un vero affare alle spalle dello Stato e il giudice di Brescia la condannò per diffamazione, ordinandone pure un risarcimento economico. Come riporta Libero, ora Federica Epis, segretaria della Lega Nord di Orzinuovi e militante storica del collegio 29, si è vista pignorare lo stipendio per 14mila euro a garanzia delle cooperative diffamate. «Ma io sono una semplice impiegata», ha reagito la militante padana condannata al pagamento di seimila euro, duemila per ognuna delle tre associazioni che si occupano di accoglienza migranti nella sua zona.

Clandestini, segretaria leghista condannata per un post su Fb 

Al centro della causa intentata dalle associazioni bresciane c’era un post pubblicato sul profilo privato della segretaria leghista in cui si sosteneva che «le cooperative che con la faccetta misericordiosa di chi fa beneficenza stanno invece lucrando sul traffico di clandestini». Secondo il giudice del Tribunale di Brescia quel post «è denigratorio ed offensivo laddove indica che i richiedenti asilo siano clandestini, atteso che i richiedenti asilo vengono degradati al rango di chi viola il Testo Unico sull’ immigrazione». Adesso, davanti al mancato pagamento dei seimila euro è arrivata la comunicazione del pignoramento di parte dello stipendio fino al raggiungimento di 14mila euro. Peccato che gli avvocati di Epis avessero chiesto e ottenuto per il 15 settembre un’udienza di sospensiva in vista dell’ appello. «Mi sembra davvero impossibile che in un Paese democratico vengano sanzionate in questo modo le parole – ha commentato la militante leghista – non mi sembra di aver fatto nulla di male, per questo da semplice cittadina, trovarmi a dover risarcire persone già ricche e potenti, è qualcosa che ha dell’assurdo». Non solo.

Pignorati 14mila euro 

«Nonostante l’ udienza di sospensiva già fissata, le cooperative hanno deciso di pignorarmi quasi quattordicimila euro, a fronte dei “soli” seimila di risarcimento sanciti dal giudice di primo grado – ha spiegato Federica Epis – Confido nella sentenza della Corte d’Appello affinché siano ristabilite sia la libertà di espressione sia una applicazione di buon senso della legge sulla discriminazione, che non arrivi a sanzionare così pesantemente le opinioni censurando addirittura parole di uso corrente». Accusata di razzismo e condannata per diffamazione, si legge ancora su Libero, al fianco della giovane segretaria è sceso il partito, con Paolo Grimoldi (segretario lombardo della Lega) in prima linea, e il Comitato Antigone «Io sto con Federica Epis», costituito sia per difendere la libertà di espressione sia per aiutare la protagonista della vicenda a sostenere le spese legali. Proprio il comitato civico ha avviato una raccolta fondi alle feste della Lega Nord per racimolare la cifra chiesta dalle Coop come risarcimento.