Orrore Isis in Afghanistan: donne bambini decapitati in fossa comune

Orrore in Afghanistan, dove è stata trovata una fossa comune con circa 40 cadaveri. La macabra scoperta è stata fatta da cittadini afghani e forze della sicurezza locali nella provincia di Sari Pul, nel nord del Paese mentre era in corso un’operazione condotta dalle forze governative nella regione. I miliziani del gruppo Stato islamico (Isis) avevano massacrato più di 50 persone, tutti civili, tra cui donne e bambini, dopo aver occupato il distretto di Mirza Olang due settimane fa. L’Isis aveva rivendicato la strage in un comunicato, sostenendo di aver ucciso 54 persone, mentre i talebani avevano negato di essere tra gli autori dell’eccidio. Secondo il racconto degli abitanti del villaggio, talebani e terroristi dell’Isis avevano attaccato l’area di Mirza Olang, sparando e decapitando la maggior parte delle vittime. Dopo quella strage, le forze governative hanno lanciato un’offensiva massiccia lo scorso fine settimana, riprendendo il controllo della zona. “Le forze di sicurezza sono riuscite a cacciare via i ribelli da Mirza Olang e a ripristinare il controllo del governo dopo pesanti bombardamenti e operazioni delle forze sul campo che sono durate fino a ieri”, ha dichiarato ai media il generale Amanullah Mubin. Forte la condanna da parte della popolazione locale che parla di “crimini contro l’umanità”. “Uccidere civili, tra cui donne e bambini, è contro gli insegnamenti islamici. I responsabili dei questi atroci crimini devono essere processati”, ha detto a Xinhua un abitante di Kabul, Mohammad Asghar. Sayed Musa, abitante di Mirza Olang, ha espresso il suo odio verso i miliziani che hanno ucciso suo figlio “senza pietà”.