Non si ferma la repressione in Turchia: altri arresti tra giornalisti e curdi

Nuovi arresti in Turchia. Nove persone, tra collaboratori ed ex collaboratori di media turchi, sono finite in manette a Istanbul nel quadro di un’inchiesta sui presunti legami con il movimento dell’imam Fetullah Gulen, accusato dalle autorità di Ankara di essere stato l’ispiratore del fallito golpe del 15 luglio 2016. L’agenzia di stampa ufficiale turca riferisce che sono in tutto 35 i mandati d’arresto nei confronti di sospetti ritenuti in qualche modo legati a Gulen. I nove sono già stati interrogati, mentre i 26 “latitanti” sono ricercati per “appartenenza a un’organizzazione terroristica”. Secondo l’agenzia di stampa Dpa fra le persone prelevate dalla polizia c’è Burak Ekici, direttore del quotidiano Birgun. Ad oggi sono circa 160 i giornalisti in carcere in Turchia e tra loro c’è anche Deniz Yucel, il corrispondente di Die Welt. Inoltre le forze di sicurezza turche hanno arrestato un uomo di nazionalità russa, Renat Bakiev, sospettato di aver pianificato un attacco con un drone contro un aereo americano che operava in una base aerea nel sud della Turchia. L’uomo è stato arrestato ad Adana, una città nei pressi della base aerea di Incirlik utilizzata dagli Stati Uniti nella guerra contro l’Isis in Siria e Iraq. A darne notizia è l’agenzia di Stato turca Anadolu. Il russo è anche sospettato di aver pianificato degli attentati contro una minoranza religiosa. Bakiev è stato arrestato in Turchia dopo aver cercato di passare il confine dalla Siria. Infine, la polizia turca ha fermato e interrogato 42 persone per sospetti legami con l’Isis e il Pkk, considerato da Ankara “organizzazione terroristica”. Una nota del governatore della provincia di Elazig, nell’est della Turchia, dà notizia dell’arresto di 22 presunti jihadisti dell’Isis in un blitz antiterrorismo. L’agenzia di stampa ufficiale turca Anadolu riferisce invece del fermo nella provincia di Adana, nel sud del Paese, di altre 20 persone sospettate di militanza nel Pkk.