Napoli insorge contro il ridicolo corno di De Magistris: “Vergogna”

L’ultima voce, autorevole, che ha tuonato contro il super corno rosso che il sindaco De Magistris ha intenzione di collocare sul lungomare di Napoli, è stata quella del Corriere della Sera, che al caso ha dedicato una pagina di giornale. “Il corno è l’ultimo prodotto di una politica degli eventi che punta all’identità cittadina come a un valore, ma che di fatto l’utilizza — curioso per un sindaco «ribelle» — come una merce. Napoli diventerà così la capitale della scaramanzia. Dopo essere diventata quella delle sagre della pizza e del baccalà sul lungomare. In effetti, avvezza a certe pratiche scaramantiche, la città lo fu anche durante il secolo dei Lumi, quando accarezzare la gobba allo «scartellato» era comunque un modo per umanizzare la fortuna e strapparla al dominio degli dei….”, ironizza Marco De Marco in un editoriale.

Ma sono in tanti, a Napoli, a chiedere di evitare quella baracconata sul lungomare più bello d’Italia, dopo l’istallazione del Nalbero del Natale scorso. Contro quella gigantesca opera scaramantica, si sono espressi anche gli intellettuali, sul Mattino, a cominciare dall’ambientalista Guido Donatone, presidente di Italia Nostra Napoli, che ha inviato al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini una missiva: «Ancora una volta – scrive Donatone – l’amministrazione comunale di Napoli intende fare strame dei vincoli Mibact con l’utilizzazione selvaggia della Rotonda Diaz sul lungomare di Napoli nel periodo natalizio. Un maxicorno di 60 metri di tipo consumistico (nella base di 30 metri: ristoranti-bar-negozi di vendita) dovrebbe troneggiare alterando il paesaggio tutelato dalla Costituzione italiana. È la risposta al bando del Comune con tema: Napoli e la scaramanzia. L’esaltazione del malocchio e il trionfo del cattivo gusto». Come dargli torto?

Ma il sindaco va avanti la sua strada: a lui il super corno piace e quindi si farà, alla faccia dei menagrami…