Migranti, Iwobi: «La Chiesa faccia mea culpa: ha sostenuto la politica del governo»

 

Toni Iwobi, responsabile Sicurezza e immigrazione della Lega, originario della Nigeria, non le ha mai mandate a dire al governo per la scellerata gestione dell’emergenza migranti di cui in queste settimane si sta scoperchiando il “sancta sanctorum” di interessi e illeciti. Ora la critica di Iwobi si indirizza alla Chiesa e al suo tardivo richiamo al rispetto delle regeole e delle leggi da parte delle Ong. «Il cardinale Bassetti, presidente della Cei, sulle Ong afferma che bisogna “rispettare la legge perché non si possono offrire pretesti agli scafisti”. Parole condivisibili, ovviamente, ma una domanda sorge spontanea: perché fino ad oggi la Chiesa cattolica italiana ha di fatto favorito in ogni modo l’invasione di finti profughi?», si chiede il responsabile della Lega. «Perché la Città del Vaticano, che tra le leggi ha ancora il reato di immigrazione clandestina, non accoglie nemmeno un clandestino? Predicare bene e razzolare male sembra il verbo della Cei e della maggioranza della Chiesa cattolica italiana”». Prosegie Iwobi: «I vescovi e Papa Francesco, prima di parlare, facciano mea culpa per aver sostenuto la politica fallimentare dei governi Pd. La solidarietà – dice ancora l’esponente del Carroccio – è una cosa bellissima e importante ma va fatta non per interessi economici. E soprattutto nel rispetto delle leggi e della dignità umana. Leggi calpestate dal governo Pd con l’avallo della Cei e di gran parte della Chiesa cattolica italiana».