Migranti, il centrodestra: “Le Ong che non firmano il codice sono fuorilegge”

“Non si tratta di una legge, e quindi non si prevedono sanzioni in caso di inosservanza”. Fonti del Viminale, leggiamo sull’Huffington Post, sembrano togliere ogni dubbio su cosa potrebbero attendersi le Ong che non hanno sottoscritto (tutte eccetto due) il codice di condotta dei salvataggi dei migranti nel Mediterraneo, proposto dal ministero dell’Interno. «In parole povere – si legge –  non vi sarà alcun procedimento delle autorità militari e civili italiane nei confronti delle citate organizzazioni, che possa essere messo in relazione diretta alla mancata sottoscrizione del protocollo. A valere, dunque, continuerà il diritto marittimo internazionale, mentre ciò che sembra emergere è che quanti si sono smarcati dal codice, molto probabilmente, subiranno dei controlli più rigorosi e stringenti riguardo a inadempienze che finora erano state in qualche modo tollerate, soprattutto sul fronte amministrativo e tecnico». Insomma, il governo viene preso in giro e nulla accade. Il centrodestra parla con voce univoca sul tema.

Brunetta: “Spudorate le Ong che non accettano le regole del gioco”

Non ci sta Renato Brunetta: “Spudorate le Ong che non accettano di firmare le regole del gioco, il codice di condotta. Anche perché non si tratta di un codice italiano, ma di un codice che l’Italia ha fatto su richiesta dell’Europa. Parliamo dunque di una regola europea. Chi non vuole i nostri militari a bordo vuol dire che ha qualcosa da nascondere. Chiederemo al ministro Minniti di non accettare l’intervento delle navi delle Ong che non sottoscrivono il codice di condotta. Lo Stato italiano ha una sua sovranità, questo codice lo ha definito assieme all’Unione europea, ad andar contro sono le Ong che agendo in modo spudorato si mettono fuori dalla legalità”. Queste le parole del capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

Gasparri: “Dalle Ong arroganza intollerabile”

Rincara la dose il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri : «La sfrontatezza delle Ong finisce per incoraggiare i trafficanti di persone e per alimentare quindi una politica razzista, che apre la strada allo sfruttamento di chi arriva in Italia. Senza considerare poi che sono loro, così facendo, ad aumentare il rischio di nuove tragedie del mare. Linea severa, quindi, nei confronti delle Ong che col pretesto della loro autonomia e degli scopi umanitari si vogliono sottrarre a una leale collaborazione che deve partire dal rispetto delle leggi sulla trasparenza dei loro bilanci, sulla gestione in sicurezza delle loro navi. L’atteggiamento di arroganza che hanno ostentato è intollerabile e deve trovare da parte delle istituzioni l’appropriata risposta».