Mangiano in ristorante etnico a Roma: intossicati 200 turisti

Sono in progressivo miglioramento le condizioni dei 9 turisti ricoverati negli ospedali di Perugia e Castiglione del Lago nel pomeriggio di ieri in seguito ad una intossicazione alimentare in un ristorante etnico della Capitale. L’allarme era scattato a Castiglione del Lago un paio di ore  dopo che il gruppo di 200 stranieri, partito da Roma, aveva avvertito disturbi intestinali  dopo aver consumato un pasto con cibo acquistato nella capitale in un ristorante multietnico. Il piano di emergenza era scattato dopo l’allarme dato dai responsabili della comitiva composta da indiani e bengalesi, in gita al Trasimeno. L’intervento dei sanitari del 118 ha fatto sì che venisse inquadrata la situazione, con somministrazione di farmaci e consigli per contrastare vomito e diarrea. Solo 9 persone sono state trasportate in ospedale e, come riferisce una nota dell’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera di Perugia, le loro condizioni fanno orientare i medici per le dimissioni.

Riso e pollo i cibi “incriminati” consumati nel ristorante etnico 

«Durante le fasi di primo soccorso e gestione dell’emergenza la centrale del 118 si è tenuta in contatto con la direzione generale e sanitaria dell’azienda ospedaliera e con gli altri enti preposti alla gestione delle maxi emergenze. L’intossicazione alimentare avvenuta nel giorno di Ferragosto a Castiglione del Lago conferma che è necessaria grande prudenza quando si organizza un pic-nic con cibo acquistato nel luogo di partenza parecchio tempo prima del pranzo – sottolinea la professoressa Susanna Esposito, direttore della struttura complessa di Pediatria del S.Maria della Misericordia-. Preparare pasti per un numero così elevato di persone richiede particolare attenzione in quanto i cibi non possono essere cotti molte ore prima e lasciati fuori per lungo tempo. Vanno utilizzati appositi refrigeratori o contenitori termici, ponendo estrema attenzione all’igiene delle mani». Dal racconto fatto dai turisti ai soccorritori sarebbe emerso che gli alimenti incriminati sarebbe riso e pollo, cucinato in un esercizio commerciale di Roma.