L’Isis sconfitto a Tal Afar: i miliziani si fanno esplodere per non consegnarsi all’esercito (VIDEO)

La battaglia di Mosul ha stremato quel che resta del contingente di miliziani jihadisti in Iraq: eppure liberare Tal Afar, nella parte occidentale della provincia di Ninive, ultimo bastione in mano all’Isis, non è stato facile, anzi. Basti pensare che gli scontri in quella che un tempo era un’importante stazione di scambio tra est e ovest del Paese – una delle trincee più infuocate del momento – hanno fatto ribattezzare la città con l’epiteto di “Porte dell’Inferno”. Oggi, però, più che a un girone dantesco Tal Afar somiglia a una città fantasma. Un luogo dove non accenna a smaltirsi nell’aria l’odore acre del fumo di proiettili ed esplosivi, a cui l’annuncio del primo ministro iracheno, Haider al-Abadi – che ha appena ufficializzato la completa liberazione di Tal Afar, roccaforte del sedicente Stato islamico (Is) nell’Iraq settentrionale – ha messo finalmente la sordina A riferirlo, ancora una volta prima di altri, l’emittente al-Arabiya.

Isis sconfitto a Tal Afar: cacciato anche dalle “Porte dell’inferno”

E, come detto, liberare Tal Afar dal gioco jihadista non è stato semplice, specie da quando, il 9 luglio scorso, con la liberazione di Mosul schiere di miliziani e tagliagola si erano riversati nell’area a ovest di Ninive, tanto che, a piùriprese, si era parlato del fatto che i jihadisti stranieri che facevano parte del gruppo dirigente dello Stato islamico di Mosul, nel nord dell’Iraq, avessero proclamato Tal Afar «provincia autonoma» e da loro controllata. Addirittura, solo qualche settimana fa i media riferivano dell’inquietante prospettiva secondo cui la nuova provincia islamica di Tal Afar potesse alla fine arrivare ad essere considerata autonoma, non solo rispetto al governo di Baghdad, ma anche rispetto allo stesso Stato islamico. Oggi, la fine dell’incubo e dell’equivoco: la battaglia per liberare il distretto di Tal Afar, a nord-ovest di Mosul, dal giogo dello Stato islamico, è arrivata al termine, sconfiggendo anche l’ultima sacca di resistenza: tanto che molti jihadisti sono arrivati a farsi esplodere pur di consegnarsi all’esercito vincitore.