Le Iene inseguono Crocetta al mare e lui grida alla “libertà violentata”

E, no, care Iene. Con Crocetta non si può! Non si può essere così aggressivi. Che poi, lui, si inalbera! C’è una vittima in più della atroce violenza mediatica. Una vittima illustre. Sicula a tutto tondo. È Rosario Crocetta, attuale governatore dell’isola di Sicilia. Una violenza che potrebbe lasciar intravedere anche una certa dose di omofobia. Ma ecco il fattaccio dal medesimo denunciato: il mischino, fu inseguito e oltraggiato a colpi di impertinenti domande, di microfoni puntati al mento e di telecamere accese, addirittura in spiaggia. Sissignori, al mare, nella quiete della “sua” spiaggia. Appena emerso dalla quotidiana abluzione nelle limpide acque di Castel di Tusa. Spiaggia e acque che pur già lo videro, in passato, protagonista esclusivo, sorridente e consenziente di servizi fotografici posati. “Orrore!” avrà stavolta pensato Crocetta, vedendosi improvvisamente accerchiato da quelle Iene immonde, assetate di risposte. Orrore e sacrilegio perchè con la loro sguaiata presenza, questi giovinastri in cerca di scoop, avevano osato stuprare l’algida bellezza di quel mare senza tempo. Mare che giornalmente, per l’appunto, come dallo stesso spiegato, corrobora e rivitalizza le sue non più giovanissime membra per poi restituirlo, dopo 90 km d’auto di servizio, al duro lavoro di Palazzo d’Orléans. “Hanno violentato la mia libertà” è stato il  grido di dolore. Grido al quale le Iene dovranno in qualche modo, adesso, rispondere. Magari proponendogli un bel contratto dal prossimo 5 novembre. Quando Crocetta sarà del tutto libero da impegni istituzionali.