Le curve rosse inneggiano impunite al massacro dei centomila di Dresda (video)

L’Fc St Pauli è una squadra di Amburgo, i cui tifosi sono tutto tranne che sportivi: occupano le case, fanno scontri con la polizia, ostentano simboli aggressivi, odiano gli altri ultras, e molti di loro sono Black bloc, ossia anarchici che spaccano tutto approfittando delle manifestazioni. Sono famigerati in tutta la Germania e anche in Europa perché un certo tipo di mass media progressista e antagonista li coccola. Si dirà, ma tutte le tifoserie sono sopra le righe. Vero, ma c’è un limite a tutto: nell’ultima partita di Bundesliga contro la squadra dell’altra città tedesca Dresda, la Dynamo Dresden, i tifosi del St Pauli hanno dispiegato un enorme striscione al cui confronto i più feroci insulti che si leggono sulle curve di casa nostra sembrano carezze. I tifosi hanno plaudito a quello che è stato uno dei più grandi massacri della storia, il bombardamento di Dresda da parte degli Alleati, che il 13 febbraio 1945 scaricarono sulla città tedesca, insignificante dal punto di vista strategico e militare, migliaia di tonnellate di bombe al fosforo, che causarono 100mila morti, molti dei quali bruciati vivi. È un fatto poco conosciuto al di fuori della Germania, ma che ha segnato il popolo tedesco profondamente, anche se sui libri di scuola non è raccontato. Va bene la rivalità calcistica, ma augurare agli abitanti di Dresda di essere calcinati di nuovo appare un po’ troppo. La verità è che questo ultras fanno politica attraverso il calcio: nel 2012 fecero uno striscione con ascritto “Berlusconi pezzo di merda”, e altri inneggianti all’antifascismo in tutte le salse. Spesso prima delle partite saltellano cantando Bella ciao. Violenti, prevaricatori, distruttori, terrorizzano tutti gli stadi tedeschi. Immaginiamo che a parti invertite, ossia se uno striscione del genere lo avessero messo ultras di destra, sarebbero già stati incarcerati e messi fuorilegge. Agli estremisti di sinistra violenti invece tutto è permesso.