La Catalogna si conferma al centro delle trame dei radicali islamici

L’attacco sulle Ramblas di giovedì e quello parzialmente sventato a Cambrils confermano che la Catalogna, insieme all’enclave di Ceuta e Melilla, è al centro delle trame jihadiste che puntano a insanguinare la Spagna. Solamente nel corso di quest’anno la polizia della regione autonoma ha finora effettuato 17 arresti nel corso di 10 operazioni. Una tendenza al rialzo, rispetto agli 11 arresti effettuati in tutto il 2016 per reati di terrorismo. Il radicalismo islamico ha radici solide in Catalogna, come indicano i dati del ministero dell’Interno spagnolo, riportati da El Pais: in totale, dal 2012, sono stati 62 gli arresti e almeno 30 le operazioni di polizia tese a sventare trame terroristiche. Le indagini hanno individuato numerose similitudini nei profili dei jihadisti che agiscono in Spagna e quelli che operano in Europa centrale. Si tratta in entrambi i casi di individui che si radicalizzano attraverso i social network, utilizzati anche come canale di comunicazione. Una recente operazione di polizia ha consentito a luglio l’arresto di un uomo a L’Hospitalet de Llobregat (comune nei pressi di Barcellona), accusato di utilizzare Facebook per lanciare proclami di carattere jihadista ed esaltare le azioni dello Stato Islamico e di Al Qaeda.

Madrid impegnata nella Coalizione anti-Daesh

Da non sottovalutare poi che la Spagna è uno dei 73 membri della coalizione anti-Isis creata nel settembre del 2014 con l’obiettivo di indebolire e distruggere lo Stato islamico. Madrid, secondo quanto si legge sul sito della Coalizione globale contro Daesh, contribuisce con 300 soldati, impegnati nella formazione e nell’addestramento della polizia irachena. I media spagnoli ricordano tra l’altro che la Spagna partecipa a un’operazione bilaterale con la Francia in Gabon e Senegal, nell’ambito della quale ha messo a disposizione 100 uomini, due aerei da trasporto truppe e materiale tattico. Altri 150 soldati, per assistere i militari locali, sono dispiegati in Mali. Infine, in Turchia, nell’ambito di una missione Nato, la Spagna ha dispiegato una trentina di batterie antimissile e 150 uomini.