Kenya verso il baratro: l’opposizione chiama alla rivolta contro Kenyatta

Kenya sull’orlo della guerra civile. L’opposizione chiama alla rivolta. L’opposizione ricorrerà alla Corte Suprema contro la vittoria alle elezioni dell’8 agosto, in Kenya, del Presidente Uhuru Kenyatta. Lo ha annunciato il leader dell’opposizione Raila Odinga: “Abbiamo deciso di adire la Corte Suprema e di mostrare al mondo la fabbricazione di un potere generato da un computer”, ha detto Odinga, reiterando le accuse di frodi informatiche nello scrutinio dell’8 agosto. “Questo è solo l’inizio. Non possiamo accettare tutto questo e siamo determinati ad andare avanti”, ha promesso il leader dell’opposizione, invocando proteste pacifiche di massa, comprese veglie notturne, disobbedienza civile e scioperi. “Ci rifiutiamo di sedere e vedere [Kenyatta] trasformare il nostro Paese in una Repubblica delle banane” ha aggiunto il leader della coalizione di opposizione Nasa, che non ha riconosciuto i risultati delle elezioni, che hanno attribuito a Kenyatta il 54% dei voti e a Odinga il 44,7%. Si accusa il partito Jubilee del presidente riconfermato Uhuro Kenyatta di aver mandato “squadroni della morte” nelle strade. “La frode perpetuata dal partito Jubilee sui kenioti supera ogni livello di furto di voti nella storia del nostro Paese. È tempo di catturarli”, ha poi aggiunto su Twitter. Arrivato secondo alle elezioni di martedì, Odinga non ha riconosciuto il risultato, accusando il governo di brogli. Ieri la National Super Alliance (Nasa) che sostiene Odinga ha accusato le forze di sicurezza di aver ucciso almeno 100 persone, fra cui dieci bambini, durante le manifestazioni di protesta contro l’esito del voto.