Ischia, ritrovato il corpo della piccola Lara: era vicino alle bombole del sub

È stato recuperato stamattina il corpo di Lara Scamardella, la 13enne annegata ieri durante un’immersione assieme al suo amico istruttore di sub Antonio Emanato, morto ieri con lei nelle acque tra Ischia e Procida. Il cadavere della ragazzina è stato ritrovato nella grotta della Secca delle Formiche. Al suo fianco anche le bombole d’aria di cui l’altra vittima deve essersi liberato nel tentativo disperato di risalire a galla, dopo aver provato a salvare la giovane sub. Si cerca una piccola telecamera GoPro, che potrebbe aver registrato quanto accaduto. Ora la salma della piccola Lara sarà trasferita al II Policlinico di Napoli, dove sarà sottoposta all’esame autoptico, come disposto dal pubblico ministero di turno.

Morti un sub e una ragazzina: la ricostruzione

Una ricostruzione dell’accaduto l’aveva subito fornita il Comandante della Guardia Costiera di Ischia, Tenente di Vascello Alessio De Angelis: «I due sub sono entrati in una grotta con un punto di accesso a dieci metri e con un percorso finale che si trova a sedici metri. È lì che viene individuato, galleggiante, il corpo della 13enne, che non si riesce a recuperare perché i due sub, entrando nella piccola grotta, hanno alzato del fango. E probabilmente proprio questa è stata la causa della loro morte. È divenuto impossibile trovare il punto di uscita dalla cavità e la fine dell’ossigeno nelle bombole ha fatto il resto». L’immersione nella piccola grotta non era considerata difficile ed Emanato era un sub di larga esperienza. Lara Scamardella avrebbe dovuto frequentare l’ultimo anno di scuola media inferiore alla “Paolo di Tarso”. Da qualche anno frequentava con assiduità il centro gestito da Emanato.