«I traghetti per lasciare Ischia erano a pagamento…». È bufera sul web

«È uno schifo, i biglietti per i traghetti per lasciare Ischia erano a pagamento». Divampa la polemica sul web dopo il terremoto che ha scosso Ischia. A far discutere, in particolare su Facebook, l’evacuazione di centinaia di turisti dall’isola, con traghetti presi d’assalto e biglietti regolarmente venduti in una situazione di panico. «Vergogna ad Ischia. Stanotte la gente, a migliaia, nel panico più totale, è stata costretta a pagare prima il biglietto e poi ci si poteva imbarcare dopo ore ed ore di attesa alle biglietterie. Molte persone hanno fatto a botte per accaparrarsi un biglietto. Quello che andava fatto, era invadere le navi e buttare a mare chiunque si permetteva di chiedere il titolo di viaggio. È uno schifo. Spero che ci siano avvocati pronti a intervenire per fare causa alle compagnie di navigazione, al Comune di Ischia, allo Stato italiano. In una situazione di altissimo stato di emergenza, questa cosa è imperdonabile», si legge in un post pubblicato da Gaetano Di Vaio, che spiega: «Mia nipote è ancora a Ischia con il marito e i due bambini piccoli. Mi ha riferito tutto lei».

Polemiche sui traghetti per lasciare Ischia

«Ora bisogna agire. Oltre alla restituzione dei soldi dei biglietti, vanno chiesti i danni alle compagnie di navigazione e alle istituzioni che non sono intervenute», dice ancora. Le affermazioni innescano un dibattito acceso. Molti utenti condividono la posizione critica nei confronti delle compagnie. Altri, però, non concordano. «Perché la compagnia non doveva farsi pagare il biglietto? Tra l’altro il ticket va fatto un ogni caso per ordine pubblico… immaginate cosa sarebbe accaduto se fosse stato possibile prendere la nave senza biglietto….», fa notare qualcuno. «Ma perché avreste dovuto salire a bordo tutti gratuitamente???», domanda un’altra persona. «Il problema sono i 18 euro di una nave che offre un servizio ??? Tu e chi ti sostiene siete fuori di testa. Questo è il modo per creare altra tensione in un momento molto delicato».