A Guam prendono sul serio le minacce nucleari della Nordcorea

“Non guardare verso il flash o la palla di fuoco, potrebbe accecarvi”. È questa una delle inquietanti raccomandazioni che si leggono nell’opuscolo di due pagine con cui le autorità di Guam avvisano gli abitanti dell’isola su come prepararsi ed eventualmente reagire se la Corea del Nord dovesse veramente, come ha minacciato, lanciare un missile nucleare contro il territorio degli Stati Uniti nel Pacifico. Nell’opuscolo, intitolato “In caso di emergenza, prepararsi ad un’imminente minaccia missilistica”, la lista delle raccomandazioni continua dando indicazioni su come individuare rifugi “sicuri” – case ed edifici in mattoni e cemento armato dove si dovrebbe rimanere chiusi per almeno 24 ore dopo il lancio – e come rimuovere le eventuali scorie radioattive da pelle, capelli ed abiti. La diffusione dell’opuscolo appare in contrasto con la linea inizialmente seguita dal governatore dell’isola, Eddie Baza Calvo, che venerdì ha diffuso un messaggio video per rassicurare i 160mila abitanti, durante il quale affermava che non vi erano imminenti minacce contro Guam. Ma dall’ufficio per la sicurezza interna che l’ha realizzato si spiega che l’opuscolo fa parte di una campagna informativa tesa a fornire indicazioni in caso di diverse emergenze, comprese tifoni e altri disastri naturali. “Non abbiamo ricevuto molte telefonate preoccupate”, ha spiegato oggi al Washington Post Jenna Gaminde, portavoce dell’ufficio, sottolineando che, invece, di fronte alle minacce di disastri naturali le linee diventano bollenti. “La gente è tranquilla – ha aggiunto – noi cerchiamo di rassicurarli sulle difese dispiegate e la gente si fida”. Oltre ai residenti, che sono cittadini americani anche se non hanno diritto di voto alle presidenziali, nell’isola vi sono circa 7mila militari di stanza nella Andersen Air Force base e nella Naval Base Guam.