Follia Usa, anche Rossella O’Hara è razzista. Vietato “Via col vento” (video)

No, Via col vento no. Il buon senso è morto. Un cinema di Memphis ha annunciato che non proietterà più il famoso, straordinario  film del 1939 Via col vento, pietra miliare della cinematografia, dopo aver ricevuto diverse lamentele da persone invasate che considerano il film razzista. Possibile che la follia del politically correct stia facendo perdere il lume della ragione? Possibile che minoranze di attivisti contagino del loro furore ideologico facendo danni ovunque? Neanche il grande cinema che ha reso grandi gli Usa riesce a far recuperare il lume della ragione? È proprio così, visto che il cinema e teatro Orpheum di Memphis, in Tennessee, che proiettava Via col vento ogni anno da 34 anni durante una rassegna di film classici, dopo la proiezione di quest’anno, l’11 agosto scorso, ha deciso di vietare il kolossal che ha fatto sognare generazioni, prostrandosi ai moltissimi messaggi di protesta di invasati per il modo in cui nel film sono raccontati i neri e per la versione romanticizzata che offre del sud degli Stati Uniti.

Anche Via col vento nel tritacarne ideologico

In sintesi, il direttore del cinema non ha avuto il coraggio di scontentare i promotori della richiesta e ha detto no, che non era più il caso di proietare Via col vento  e che da tempo si discuteva della possibilità di sospenderlo e che  per questi motivi e che le proteste di queste settimane lo hanno convinti a farlo. 
Via col vento – tratto dallo splendido  libro omonimo di Margaret Mitchell – è uno dei film più famosi e belli della storia del cinema. Vinse 10 premi Oscar, incluso quello per Hattie McDaniel come Miglior attrice non protagonista per la sua interpretazione della schiava Mammy. McDaniel fu la prima attrice afroamericana a vincere un Oscar, tra l’altro. Il film di Victor Fleming, con un cast stellare da Clark Gable, Vivien Leigh a Olivia de Havilland, a Leslie Howard è ambientato durante la Guerra Civile Americana, in una zona di piantagioni. Datato 1939, il film ha una sua rappresentazione dello schiavismo e del Sud degli Stati Uniti. Improvvisamnte dopo tanti anni di programmazione qualcosa è cambiato.