Fincantieri, il governo si sveglia. E ora va anche all’attacco su Vivendì-Tim (video)

«Questa cosa non ha nulla a che fare con Fincantieri». Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha messo le mani avanti spiegando che l’iniziativa su Tim-Vivendì non è una rappresaglia dopo lo sgarro di Emmanuel Macron su Fincantieri-Stx. Molti osservatori, però, hanno notato una tempistica sospetta e nutrono più di un dubbio sul fatto che le due partite siano davvero distinte. 

Il governo esercita il “Golden power” su Tim-Vivendì

Calenda ha giocato la carta del “Golden power”, ovvero la possibilità per l’esecutivo di esercitare poteri speciali sugli assetti societari nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni. «Facciamo quello che il governo deve fare: applicare le regole che esistono», ha spiegato Calenda. A Palazzo Chigi è stato chiesto «di verificare se c’è l’obbligo di notifica sull’attività di direzione e coordinamento da parte di Vivendì». E ai giornalisti che gli hanno chiesto se l’obiettivo sia quello di arrivare a una sanzione il ministro ha risposto: «Vediamo cosa dice il comitato e da lì valutiamo». «Il nostro Paese – ha aggiunto – deve rafforzare meccanismi di difesa da comportamenti scorretti e predatori».

Calenda ottimista su Fincantieri

L’annuncio è arrivato nello stesso giorno in cui, riferendo a Montecitorio su Fincantieri, Calenda ha detto che esistono «tutte le condizioni per trovare un accordo con Stx e andare avanti nel progetto di partecipazione tra Fincantieri e Naval group». Il governo francese, ha quindi ricordato Calenda, si è impegnato a non aprire il capitale di Stx ad altri soggetti fino al prossimo incontro, fissato a settembre. Inoltre, si è impegnato a «considerare Fincantieri l’opzione preferita». «Questo è un impegno positivo, ma il governo italiano – ha assicurato il ministro – manterrà, durante questo periodo, la linea della fermezza che ha sin qui seguito, tenendo allo stesso tempo aperto un canale di dialogo costruttivo con il governo francese».

Rampelli: «Finalmente vi siete svegliati»

La volontà del governo di tenere la barra ferma su Fincantieri è stata accolta positivamente dal centrodestra, che per questo si è detto disponibile a sostenere l’esecutivo. A patto però, è stato l’avvertimento, che non ci siano cedimenti. «Dopo anni di shopping francese in Italia, finalmente anche voi vi siete svegliati. Se farete le cose con chiarezza, FdI sarà al fianco del governo nella difesa dell’interesse italiano», ha detto il capogruppo di FdI Fabio Rampelli. Per FI, poi, Renato Brunetta ha ricordato che «in questa partita o si vince o si perde. E non si vince o si perde su Fincantieri, ma sulla credibilità del nostro Paese». Per questo il capogruppo azzurro alla Camera ha anche suggerito di tenersi «un colpo in canna in sede europea». «Il governo Gentiloni – ha chiesto Brunetta – chiederà il rispetto del diritto comunitario e l’apertura di una procedura d’infrazione?».