Emergenza idrica, accordato lo stato di emergenza per Lazio e Umbria

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Paolo Gentiloni, ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nel territorio delle Regioni Lazio e Umbria, per consentire alla Protezione Civile di fronteggiare con mezzi e poteri straordinari l’emergenza che si è determinata a seguito della crisi di approvvigionamento idrico in atto. Ne dà notizia un comunicato. La situazione nelle due regioni, e particolarmente nel Lazio, si è progressivamente aggravata anche a causa delle eccessive captazioni di Acea dal lago di Bracciano e dal cattivo stato delle condutture dell’acqua. Dopo una guerra dell’acqua tra Regione Lazio, Comune di Roma e la stessa Acea, oggi il cdm ha preso il provvedimento necessario. Che servirà per tamponare le emergenze del brevissimo periodo, ma il governo dovrà pensare nel prossimo futuro a un eventuale commissariamento di Acea, che in questa circostanza sta mostrando tutti i suoi limiti strutturali e operativi. Il lago sabatino in questi ultimi mesi ha visto infatti il livello delle sue acque diminuire di circa 170 centimetri, grazie alle captazioni di Acea. Ricordiamo che il presidente Saccani è stato indagato con l’ipotesi di disastro ambientale colposo.