Egitto, uccisi gli jihadisti che attaccarono le chiese copte del Paese

La polizia egiziana ha ucciso tre jihadisti in uno scontro a fuoco avvenuto in una zona montuosa nel governatorato di Qena, nell’Alto Egitto. Ad annunciarlo è il ministero degli Interni egiziano in una nota. I tre jihadisti erano sospettati di essere coinvolti negli attentati alle chiese cristiano-copte nel Paese. La sparatoria è costata la vita anche a un ufficiale di polizia egiziano. Le forze dell’ordine avevano individuato i terroristi dopo aver interrogato uno dei membri di una cellula terroristica, arrestato agli inizi del mese per aver attaccato una stazione di polizia nel governatorato di Luxor. Si sospetta, prosegue ancora la nota, che la cellula sia dietro al doppio attentato contro le chiese cristiano-copte di Tanta e Alessandria del 9 aprile scorso, e all’attacco armato contro un autobus su cui viaggiavano cristiani copti avvenuto a Minya il 26 maggio scorso.Intanto lo Stato Islamico ha rivendicato la responsabilità dell’attacco di mercoledì contro una pattuglia della polizia egiziana nel Nord del Sinai. La rivendicazione, riferisce la tv satellitare al-Arabiya, è arrivata tramite Amaq, l’organo di propaganda dell’Isis. Nell’attacco sono rimasti uccisi quattro poliziotti egiziani. Infine, un tribunale militare egiziano ha condannato 29 persone affiliate ai Fratelli musulmani, il partito dell’ex presidente Mohamed Morsi, da 10 a 15 anni di carcere con l’accusa di vandalismo e devastazione. Quattro imputati sono stati condannati a cinque anni di carcere e altri 22 sono stati assolti. Questi ultimi erano accusati di aver assaltato chiese, scuole e stazioni di polizia, e di aver messo fuoco a un blindato della polizia nella provincia di Minya. Le sentenze riguardano tre casi che risalgono all’agosto 2013 quando i sostenitori di Morsi hanno attaccato chiese ed edifici governativi come reazione alla violenta repressione dei manifestanti che protestavano contro la deposizione dell’ex presidente egiziano. Il mese scorso altri 133 membri della Fratellanza musulmana sono stati condannati da 10 a 15 anni di carcere con le stesse accuse.