Duemila terroristi asserragliati a Raqqa usano i civili come scudi umani

Sono ancora circa 2.000 i terroristi dello Stato islamico asserragliati nella città siriana di Raqqa, dove usano gli ostaggi civili come scudi umani. Lo ha affermato nel corso di una conferenza stampa a Washington l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti nella coalizione internazionale contro i terroristi dell’Isis Brett McGurk. Le forze statunitensi hanno riconquistato circa il 45% di Raqqa, proclamata capitale del “Califfato” nel 2014, dall’inizio dell’operazione in giugno. Il gruppo, ha aggiunto McGurk, ha perso il 78% del territorio che detenevano in Iraq e il 58% di quello che avevano in Siria e i militanti stanno combattendo per la propria sopravvivenza. “Molti probabilmente moriranno a Raqqa”, ha aggiunto. McGurk ha poi invitato alla cautela sui tempi dell’operazione. “Solo perché il 45% della città è stato ripreso in due mesi, non significa che questo sarà completato in altri due mesi. Non si sa come queste cose vanno. A volte vanno più velocemente. A volte vanno molto più lentamente di quanto si possa anticipare”, ha detto l’inviato, che ha poi definito “barbarici” i metodi utilizzati dai combattenti per eludere la cattura. “I militanti stanno utilizzando i civili come scudi, così come loro ostaggi. Ordinano inoltre ai cecchini di uccidere tutti coloro che cercano di fuggire e nascondono terroristi suicidi tra gli sfollati in fuga”, ha detto McGurk. Non è chiaro quanti civili siano ancora in Raqqa, ma le Nazioni Unite stimano che questo numero sia compreso tra 20.000 e 50.000. Intanto la Turchia intensifica la presenza militare al confine con la Siria per contrastare le milizie curde siriane dell’Unità di protezione popolare (Ypg) che si trovano nel nord della Siria, dove si trova anche Raqqa. L’artiglieria turca è stata dislocata nella provincia di Kilis per rafforzare le unità militari arrivate lì ieri. L’agenzia di stampa Dogan riferisce dell’arrivo di un convoglio formato tra l’altro da carri armati e obici, lungo il confine con Afrin, regione sotto il controllo delle milizie curde siriane. La Turchia si è opposta con forza alla presenza dei curdi nel nord della Siria. Ankara considera le Ypg un gruppo terroristico legato al Pkk, il partito comunista e indipendentista curdo nato in Turchia. Al contrario gli Stati Uniti le considerano tra i più importanti alleati sul campo in Siria nella lotta allo Stato islamico.