Così lo scrittore inglese Anderson racconta il golpe contro Berlusconi

“Visto che nelle ultime settimane vanno di moda le rivisitazioni storiche della più recente storia italiana, chiederò al presidente Berlusconi di fare tradurre, stampare, pubblicare da Mondadori e consegnare a tutti gli italiani insieme al programma elettorale, il libro The Italian disaster dello storico inglese Perry Anderson. Anderson non è di certo uno studioso che la pensa come noi, essendo palesemente di sinistra, ma in quel libro fa dell’Italia una lucidissima analisi dall’esterno, centrando il punto di quello che fu un rovesciamento di potere ad opera dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nei confronti del Governo Berlusconi. Re Giorgio fu il regista di un vero e proprio colpo di Stato ai danni di quell’esecutivo”. Lo dichiara il deputato di Fi, Amedeo Laboccetta. “Le gravissime accuse di Anderson non furono mai smentite da nessuno ed è assurdo – sottolinea il parlamentare azzurro – che questo testo non sia stato ancora pubblicato in Italia e distribuito in tutte le librerie. Non si presta ad alcuna interpretazione, per esempio, il passo in cui Anderson racconta dell’intervento in Libia: Nella primavera del 2011 il governo annunciò che l’Italia non avrebbe preso parte all’azione militare in Libia guidata dagli americani. Ma Napolitano sapeva cosa andava fatto: per lui, le aspettative di Washington sull’Italia erano più importanti di sottigliezze costituzionali. Senza alcun voto o dibattito in parlamento, e ottenuto l’appoggio degli ex comunisti, il presidente lanciò l’Italia in guerra, mandando l’aeronautica militare a bombardare un paese vicino, con cui l’Italia aveva firmato un accordo di amicizia, cooperazione e alleanza militare, ratificato da una stragrande maggioranza alla Camera, inclusi gli ex comunisti, appena due anni prima”. “Ma le tesi difficilmente controvertibili di Anderson non si fermano qui. Lo storico inglese poco dopo racconta chiaramente di come Napolitano, nel favore del clima politico internazionale e dei poteri finanziari, cacciò Berlusconi da Palazzo Chigi preparando con mesi e mesi di anticipo l’investitura di Monti, secondo una prassi che è tutto fuorché costituzionale. Insomma, uno storico straniero di fama internazionale e di orientamento marxista dice chiaramente che fu Napolitano a decidere di bombardare la Libia e a cacciare Berlusconi. Non c’è motivo di dubitare di queste parole. Mettere a disposizione di tutti gli italiani questo frammento di verità significherebbe mettere fine alle tante falsità che si sono dette su anni e anni di buon governo del centrodestra su questo Paese”, conclude Laboccetta.