Brasile, sesto rinvio a giudizio per Lula: aveva una casa a sua insaputa

L’ex presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, di recente condannato a nove anni e mezzo di carcere, è stato rinviato a giudizio per la sesta volta nell’ambito dell’inchiesta Lava Jato, la “Mani pulite brasiliana”. Lo hanno annunciato i procuratori brasiliani.

Lula accusato di corruzione e riciclaggio

L’ex presidente, icona della sinistra latino-americana, è accusato di corruzione e riciclaggio per l’acquisto e la ristrutturazione di un immobile a Atibaia, nello stato di San Paolo. In particolare, è sospettato di aver interceduto a favore delle aziende Oas e Odebrecht per ottenere contratti con la compagnia petrolifera statale Petrobras, beneficiando di una somma di 1,02 milioni di reais (circa 275.000 euro) per la ristrutturazione della casa colonica. La difesa di Lula sostiene che la proprietà in questione non è a suo nome, ma il giudice Sergio Moro sostiene di avere prove per dimostrare che lui è il proprietario di fatto.

E Temer va verso il voto sull’impeachment 

Inoltre, in Brasile, è arrivato il momento della verità anche per il presidente in carica Michel Temer, anche lui accusato di corruzione. La camera bassa del Parlamento brasiliano voterà se metterlo a processo il capo di Stato. Se due terzi dei deputati opteranno per l’impeachment, e la Corte Suprema darà il via libera, il presidente sarà sospeso per 180 giorni e portato a processo, diventando il secondo presidente ad essere rimosso in un anno dopo Dilma Rousseff. Temer è accusato di aver ricevuto tangenti pari ad almeno 4,6 milioni di dollari (4 milioni di euro) per favorire Jbs, la più grande società mondiale di lavorazione della carne. Uno dei proprietari dell’impresa avrebbe tra l’altro consegnato agli inquirenti impegnati nell’inchiesta una registrazione in cui si sentirebbe Temer approvare pagamenti a favore di un testimone coinvolto in un’inchiesta per corruzione.