Bolognesi corregge pure le toghe: Mambro e Fioravanti non erano spontaneisti

Bolognesi scatenato. Il “sobrio” presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna, a 37 anni dall’esplosione che fece 85 morti, spara ad alzo zero contro il governo, come sempre, e le toghe (per la prima vola), che non hanno infierito sufficientemente contro la pista nera. Finalmente diventato deputato del Pd, Paolo Bolognesi può attaccare Palazzo Chigi e il “suo” segretario, Matteo Renzi, colpevole di non aver fatto seguito all’impegno di desecretare le carte sugli anni della tensione.

Bolognesi spara su Mambro e Fioravanti

Inevitabile il passaggio sui condannati per strage con sentenza definitiva. «Dire che Mambro e Fioravanti erano spontaneisti vuol dire non aver letto neppure la sentenza di Cassazione del 1995. Non si può chiedere l’archiviazione basandosi su vecchie sentenze, senza analizzare le carte che abbiamo mandato. Con tutto il rispetto dei giudici, credo che il diritto di critica anche i familiari lo possano avere». Con queste parole, pronunciate nell’aula consiliare di Bologna, il presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime è  tornato sulla richiesta di archiviazione per l’inchiesta sui mandanti presentata dalla Procura e sull’opposizione presentata dall’Associazione. Bolognesi, insomma, fa le pulci alle toghe bolognesi che definiscono Mambro e Fioravanti “spontaneisti”. Mai sentito parlare di spontaneismo armato? La procura di Bologna infatti ha archiviato l’indagine su Licio Gelli come mandante e finanziatore della strage. «A ottobre, quando ci sarà l’incontro col gip – ha aggiunto Bolognesi – si vedrà com’è la questione. C’è una cosa che salta all’occhio, il vittimismo. Le vittime qua siamo noi, non la Procura o altro».