Berlusconi pensa al listone e a sinistra è già incubo: “Attenti, che rivince lui”

Silvio Berlusconi  vuole cambiare schema e punta a una minicoalizione di partiti e movimenti tutti uniti contro il Pd. Come anticipa Liberoquotidiano.it, l’idea di voltare pagina gli è venuta dopo che Alessandra Ghisleri gli ha mostrato il potenziale di Forza Italia, e quanto potrebbero essere efficaci le alleanze per raggiungere un «nuovo elettorato». «Ho in mente una cosa folle, vorrei lanciare il Partito della Rivoluzione Italia», ha detto nelle settimane scorse. E poi ancora: «Gli italiani vogliono una rivoluzione». Ed proprio lui ad offrirgliela. E così se Forza Italia punta a un elettorato moderato, i “rivoluzionari” potrebbero provare, si legge ancora su Liberoquotidiano.it, a dare fastidio alla destra e alla Lega Nord. Non solo. Nei mesi scorsi il fondatore dell’Esercito di Silvio, Simone Furlan, che già era nato nel 2013 come “lista personale” del Cavaliere nel 2013, avrebbe avuto il via libera ad organizzare il suo movimento sul territorio. A strutturarsi in maniera più capillare sarebbe pronta pure l’Università del Pensiero Liberale, cioè la struttura con la quale il presidente di Forza Italia sta lavorando di più in queste ultime settimane. Non solo Francesco Ferri, ex vicepresidente nazionale di Confindustria giovani, gli sta portando persone e lavora con lui sul dossier flat tax. Berlusconi è convinto che presentarsi alle prossime politiche con una coalizione pronta a sfidare il solo Pd può essere una mossa vincente. È già realtà il listone centrista promosso dall’ex ministro di Ap, Enrico Costa, che vuol raggruppare i suoi ex compagni di partito, l’Udc e il movimento di Stefano Parisi, Energie per l’Italia. Tutto dipende dalla legge elettorale. Se sarà approvata una proporzionale con sbarramenti bassi, si farà così: ciascuno cerca voti per conto suo, poi si fa l’accordo. Diversamente, all’ultimo secondo, conclude Liberoquotidiano.it, il Cavaliere potrebbe promuovere un nuovo “predellino”, la creazione di un listone comune come fu il Pdl.:«FI può superare il 30%, tutti insieme vinciamo».

Berlusconi, ecco perché ritorna

Che Berlusconi possa vincere ancora lo dicono ormai tutti i sondaggi. Sul Fatto quotidiano un filosofo e due direttori di giornali spiegano il perché di un ritorno che appare ormai “inevitabile”. «La sua presenza al centro della politica – dice Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia e filosofo  – resta comunque un paradosso possibile solo in Italia: in qualsiaisi altro Paese una figura come lui non esisterebbe più. E la colpa di questa resurrezione, comunque apparente, è senza dubbio del Partito democratico di Matteo Renzi: le scelte scellerate degli ultimi governi hanno generato un vuoto politico che il centrodestra ora sta provando a riempire».  Per Enrico Mentana, direttore del Tg La7,  «è l’uomo che ha creato il centrodestra in Italia come aggregato di forze politiche, e ancora oggi non esiste un centrodestra senza di lui. Poi negli ultimi anni tante cose sono cambiate: al netto di quanto acclarato in sede giudiziaria, Berlusconi è sempre stato al centro di un fuoco mediatico da parte dell’opposizione che, dopo quella che sembrava essere stata la sua uscita di scena, si è un po’ spento. E così anche la carica negativa della sua figura si è attenuata. I suoi stessi rivali politici lo hanno riaccreditato come player della scena politica». A pensarci bene, osserva dal canto suo Antonio Padellaro, fondatore del Fatto Quotidiano «è ritornato senza essersene mai andato. Malgrado l’età non giovanissima e le disavventure giudiziarie, nel centrodestra i cordoni della borsa li ha sempre tenuti lui». Lui, continua Padellaro « resta l’azionista di riferimento del centrodestra che al tavolo del proporzionale, per i sondaggi, potrebbe contare più del 30%.  Quanto basta per tagliare la strada al M5s. E dare le carte nell’ipotesi di un governo di larghe intese col Pd».