Berlusconi: “Napolitano non fu arbitro imparziale”. E ribadisce il no ad Alfano

Attacca Napolitano, esclude il ritorno di Alfano e lancia un messaggio pacificatore a Meloni e Salvini. Così Silvio Berlusconi  in una intervista a tutto campo al Giornale. L’ex premier ricorda le fasi dell’intervento in Libia, la caduta del suo governo nel 2011 e la nascita del governo Monti. «Ci troviamo di fronte a un ruolo dell’allora capo dello Stato – dice Berlusconi – che va oltre quello di notaio e arbitro. Nel senso che, muovendosi nell’ambito delle regole formali, esercitò una innegabile pressione sostanziale sia in un caso sia nell’altro», afferma Berlusconi. E a proposito della caduta del suo escecutivo, Berlusconi aggiunge: «Non fui umiliato io, ma l’Italia, quando mi fu impedito di mantenere gli impegni presi con l’Europa».

Berlusconi: “Chi ha sostenuto la sinistra non può candidarsi in Forza Italia”

Relativamente al futuro del centrodestra non manca il riferimento ad Alfano e agli alfaniani. «D’ora in poi non sarà consentito l’ingresso in Forza Italia a chi, eletto nel centrodestra, ha sostenuto governi di sinistra che hanno condotto il Paese nella difficile situazione nella quale ci troviamo». Il leader di Forza Italia non chiude a eventuali alleanze con il partito di Alfano, ma parla di «un cambiamento radicale nel modo di governare l’Italia, ma anche nei volti ai quali affidare questo compito. Da tempo ho proposto ai nostri alleati, che si sono detti d’accordo, che il prossimo governo sia costituito per la maggioranza, per esempio 12 ministri su 20, da persone che non vengono dalla politica». In caso di vittoria, il primo provvedimento sarà «la riforma del sistema fiscale e del welfare».

Berlusconi: “No a primarie per il centrodestra” 

Sempre a proposito di alleanze e relativamente al mancato accordo in Sicilia Berlusconi dice che «sarebbe ragionevole convergere sul candidato che abbia le caratteristiche più adatte non solo a vincere ma a garantire ai siciliani cinque anni di buon governo». Tuttavia, evidenzia Berlusconi, eventuali divisioni non minerebbero l’unità del centrodestra a livello nazionale. Sulla leadership del centrodestra il Cavaliere risponde anche a Salvini e Meloni. «Quando governa una coalizione normalmente è il partito più forte di quell’alleanza ad esprimere il premier. Il centrodestra tutto unito dopo le elezioni proporrà quindi al capo dello Stato il nome indicato dalla forza politica che avrà il maggior consenso. Invece di inutili primarie, viziate da brogli ed episodi di malcostume, questo mi sembra un metodo assolutamente democratico: scelgono i cittadini, con il voto».

Berlusconi su Grillo: “Con M5S al governo più tasse per tutti”

Berlusconi giudica l’attuale legislatura «fallimentare. Il Pd ha fallito in tutti questi anni, da quando con un incruento colpo di Stato ha abbattuto il nostro governo nel 2011». Quanto a Beppe Grillo, «non lo temo perché gli italiani votano con testa e con le tasche. Grillo al governo significherebbe tasse ancora più alte sulla casa, una imposta patrimoniale immediata, tasse di successione al 45 o al 50%».