Berlusconi ha un sogno: “Uniti in Sicilia”. La Meloni avverte: “Senza Alfano”

“Io per la Sicilia ho un sogno: che si componga un centro destra coerente e inclusivo, capace di vincere”. Silvio Berlusconi, in un’intervista al Mattino, parla così del tormentato percorso del centro destro alla ricerca di un’alleanza
elettorale e a proposito delle schermaglie in materia fra Meloni e Alfano dice: “Pensiamo al bene della Sicilia e al futuro dei siciliani. Il teatrino della politica, le tattiche, le schermaglie vengono molto dopo. Come diceva De Gaulle, ‘l’intendance suit'”.

Il problema sono le alleanze e il ruolo dei centristi di Alfano, su cui grava la pregiudiziale di Fratelli d’Italia: “Mi guardo bene dal sopravvalutare la portata nazionale del voto in Sicilia”, afferma poi Berlusconi che quanto al toto – candidato unico, Musumeci, Armao o una terza figura?, aggiunge: “Sono contento invece che il centro destra abbia la possibilità di scegliere fra più candidati di altissimo livello. Sceglieremo alla fine chi ha più possibilità non solo di vincere ma di ben governare per i prossimi cinque anni”.

Il no della Meloni e i dubbi di Gasparri su Alfano

L’appello del Cavaliere piace alla Meloni, che però non cambia idea su Alfano: “Voglio rispondere all’appello all’unità con Alfano che Berlusconi mi lancia dalle pagine de ‘il Mattino’. Sono d’accordo sul fatto che occorra costruire un centrodestra capace di rappresentare lo scontento e il cambiamento. Ma considero impossibile farlo insieme a chi governa la Sicilia insieme a Crocetta e l’Italia insieme a Renzi. Per come la vedo io, è questo il teatrino della politica che nausea gli elettori, non certo chi chiede serietà e coerenza”.

Sulla Sicilia arriva anche la valutazione di Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato ed esponente di Forza Italia: “Non è ancora chiaro quale sarà la decisione di Alfano in Sicilia, ma è chiaro un dato. Anni fa, per l’ennesima volta, era partita una sfida centrista basata sull’esaurirsi della spinta e della presenza stessa di Berlusconi sulla scena politica, e sulla conseguente dissoluzione del centrodestra. Questo schema centrista, logoro e irreale, è stato proposto molte volte sin dagli anni ’90. In realtà anche questa volta -aggiunge Gasparri – il centro non torna e si dissolve. L’epilogo più naturale è quindi che ognuno vada là dove lo porta il cuore, con il centrodestra o con il centrosinistra. Ipotesi neo centriste non esistevano, non esistono e non esisteranno. Resta un confronto tra centrodestra e centrosinistra con l’irruzione sulla scena di una presenza antipolitica, carica di consenso ma anche di incapacità visti i personaggi scadenti che fruiscono di questi voti”.