Assaliti da un branco di cani: una passeggiata rischia di finire in tragedia

Assaliti da un branco di cani mentre passeggiano su un sentiero lungo il fiume Tirino. Come racconta il Messaggero, attimi di terrore per un gruppo di amici di Pescara: quattro famiglie con sette bambini. Quella che è iniziata come una divertente passeggiata, appena dopo pranzo, lungo un percorso molto conosciuto e frequentato da escursionisti e ciclisti, si è trasformata in attimi di paura.

Assaliti da un branco di cani: il racconto

Il fatto è avvenuto nei pressi di un campeggio lungo il corso d’acqua celebre anche per le escursioni in canoa, vicino a Capestrano (Aq). I responsabili del camping come pure gli organizzatori delle gite sul fiume sono assolutamente estranei ai fatti. Il bilancio, si legge ancora sul Messaggero, è per fortuna lieve, un morso alla coscia destra per Fabrizio Vianale, 46 anni, di Pescara, funzionario nel settore della associazioni di categoria. «Stavamo passeggiando in gruppo quando io e un amico, chiacchierando, ci siamo portati una quindicina di metri più avanti – racconta Fabrizio Vianale – Ed è stata una fortuna, in un certo senso. Siamo arrivati in prossimità di un casolare che costeggia il sentiero, senza mai abbandonarlo. Seguendo il tracciato insomma. Il casolare non ha cancelli o recinti e così all’improvviso, senza darci nemmeno il tempo di accorgercene, sono sbucati fuori questi pastori abruzzesi più un altro cane, in totale sette, otto. Abbiamo cominciato ad indietreggiare, non ho mai visto cani così aggressivi. In un attimo uno mi ha morso alla coscia, lasciandomi due segni dei denti».

La corsa in ospedale

Nel frattempo, si legge ancora sul Messaggero, il gruppo che seguiva, con i bambini, si è allontanato: «Non voglio nemmeno pensare cosa sarebbe successo con i bambini presenti. I cani sembravano istruiti alla difesa, erano minacciosi, violenti». Nell’area del casolare, come riferito dal gruppo di amici, ci sono mucche, cavalli, è quindi abitato, ma al momento dell’aggressione nessuno è uscito o è intervenuto. «Indossavo dei pantaloni resistenti – aggiunge Fabrizio Vianale – di cotone pesante. Non un costume o pantaloni leggeri, ma il morso è stato violento e mi ha lasciato dei segni». La comitiva ha poi raggiunto l’ospedale di Popoli dove l’uomo ha ricevuto le prime cure, con un trattamento per antitetanica, la pulizia della ferita e relativa fasciatura, per una prognosi di sei giorni. Fra venti giorni dovrà ripetere il vaccino per l’antitetanica. Nel frattempo ha sporto denuncia.