Agente accoltellato a Stoccolma: scatta la censura sull’assalitore

Un poliziotto è stato accoltellato al collo e alla schiena da un uomo davanti a una fermata della metropolitana di Stoccolma. Le probabilità che si tratti di un gesto provocato da un terrorista islamico sono concrete. Il dato che balza agli occhi è che l’identità dell’uomo non è stata resa nota, come non è stato dato alcun  riferimento alle modalità dell’assalto. Le autorità si sono limitate a riferire che il movente non è ancora chiaro. Il poliziotto non è in pericolo di vita. Una tecnica di comunicazione tipica dei governi scandinavi e nordeuropei, che tendono a minimizzare o silenziare episodi che riguardano aggressioni compiute da immigrati di religione islamica.

L’assalto compiuto nel centro di Stoccolma

L’aggressione si è verificata intorno alle 11 locali vicino alla stazione di Medborgarplatsen. In questa zona i controlli di polizia sono stati infittiti dopo che una manifestazione di richiedenti asilo aveva messo a ferro e fuoco la zona. “Possiamo solo confermare che un agente di polizia è stato ferito a Medborgarplatsen. Una persona è stata arrestata”, ha detto il portavoce della Polizia di Stoccolma alla stampa locale. 

Stoccolma, un fonte anonima svela: è marocchino

Secondo il quotidiano svedese Nyheter Idag l’aggressore sarebbe un giovane marocchino. La polizia ha tuttavia evitato di dare informazioni e la foto dell’arrestato è stata oscurata. Non è la prima volta che la censura piomba sui media svedesi. Nel caso dell’attentato di Stoccolma dove un rifugiato ha compiuto una strage, la morte di una bambina fu pressoché ignorata da tg e quotidiani. La situazione esplosiva in Svezia sul fronte immigrazione fu segnalata anche dal presidente Donald Trump, ma contro di lui si scatenarono i media di tutto il mondo.