Addio a Marco Luchetti: rimase ferito appena 15enne nell’attentato a Zicchieri (video)

Si è spento a seguito di una malattia Marco Luchetti, l’ indimenticabile attivista del  Movimento Sociale Italiano, che era appena un ragazzo quando rimase ferito a seguito dell’attentato a Mario Zicchieri, sedicenne del Prenestino ucciso a fucilate davanti la sezione del Msi di via Gattamelata da killer a tutt’oggi sconosciuto. Era di Roma . Era nato nel 1960, lascia sua moglie Giuliana. La camera ardente sarà allestita a Roma al Campus Biomedico (Via Álvaro del Portillo, 21 ) venerdì dalle 9 alle 16 e sabato dalle 8 dalle 9. I funerali si celebreranno sabato alle 10 alla  Chiesa di Santa Catrina da Siena in via Populonia 10.

Avevano 15 e 16 anni Marco Luchetti e Mario Zicchieri. Quel maledetto 29 ottobre del 1975 Marco riuscì a sopravvivere a una raffica di pallettoni di fucile. Ferite materiali e morali che portava incise sulla carne viva. La cicatrice sulla mano e i problemi con la gamba destra davano la misura che certe ferite non si rimarginano con il semplice passare del tempo. Un commando delle Formazioni comuniste armate, una banda di fuoriusciti da Potere operaio che poi entrarono a far parte della colonna romana delle Brigate rosse, aprì il fuoco contro i tre giovanissimi che si trovavano fuori la sezione. “Noi eravamo usciti – teneva a ricordare Marco Luchetti – perché alcuni giorni prima avevano sfondato la porta della sezione e, visto che c’era la riunione, stavamo controllando il passaggio. Ma soprattutto, stavamo aspettando il fabbro. Noi eravamo li per fare politica, mica per le ragazze!”. Era una precisazione dovuta a chi in tante ricostruzioni di quei fatti aveva adombrato la circostanza che i tre ragazzini fossero usciti per guardare le ragazze. Memorabili le parole di Marco durante la commemorazioni dei 40 anni dalla morte di Marco Zicchieri, di cui il video restituisce la passione e il dolore per l’amico barbaramente ucciso. Nel 2009 Valerio Morucci – inizialmente processato per l’attentato a Zicchieri e poi assolto – fu invitato in un convegno di Casa Pound per presentare un suo libro. E’ rimasto memorabile il momento in cui Marco si alzò e chiese, rivolgendosi a Morucci, di raccontare ai presenti giunti in gran numero come fossero realmente andate le cose quel giorno maledetto. Morucci rispose  ammettendo il suo passato da terrorista, ma allontanando da sé ogni coinvolgimento con l’attentato a Zicchieri.