Acea: investiremo 1 miliardo. Ma non riesce neanche a riparare le perdite…

Acea tenta di uscire dal brutto periodo che sta attraversando facendo promesse per il futuro: ”Il dato fondamentale è questo: la prossima estate non sarà necessario attingere dal lago di Bracciano”. Lo assicura Stefano Donnarumma, amministratore delegato di Acea intervistato dal Corriere della Sera. ”Metà della rete, circa 3.000 chilometri, è già stata controllata e il lavoro si concluderà in ottobre. A oggi sono state individuate perdite per circa 500 litri di acqua al secondo – spiega – in totale recupereremo quasi 1.000 litri al secondo”. Per ora, però, Acea non riesce neanche a riparare le perdite e i suoi tecnici non vanno a effettuare gli interventi nonostante le numerose richieste e solleciti. Moltiplichiamo questi episodi di colpevole negligenza per qualche migliaio di casi, e vedremo che neanche con 100 miliardi di investimenti riuscirebbe a funzionare. Ma l’ad continua entusiasta, ignorando evidentemente quello che succede sul territorio: ”È un momento di svolta, che obbliga a pensare sul medio e sul lungo termine. Ipotizzando, per esempio, investimenti importanti come il raddoppio dell’acquedotto del Peschiera – sottolinea Donnarumma -. Nel frattempo, abbiamo avviato un’ispezione della rete idrica come non si faceva da decenni. Questa è la prima vera differenza con il passato”. Non ci sembra che questo corrisponda a verità: ripetiamo, se neanche si risponde alle chiamate degli utenti che lamentano perdite sui contatori Acea, come si può effettuare questa fantomatica ispezione? Donnarumma evidentemente viaggia molto al disopra della realtà, s neon riesce a vedere quello che succede nel particolare. Per i mancati interventi Acea è stata denunciata, e sono state interessate le istituzioni parlamentari. Inoltre la stampa non è certo solidale con l’Acea, e di questo Donnarumma dovrebbe tenere conto. È perfettamente inutile che l’ad di Acea annunci un piano di investimenti sulla Capitale da oltre un miliardo di euro, se l’azienda non funziona a partire dalla base. “Il mio rapporto con la politica – conclude l’ad di Acea nell’intervista – si fonda sul piano amministrativo e sui servizi che sono chiamato a gestire”. Ecco, benissimo, allora li dia questi servizi agli utenti. Il fatto di agire in condizione di monopolio non autorizza l’Acea a non intervenire se chiamata. E la stortura italiana è che quando Donnarumma se ne andrà, scopriremo che avrà avuto una liquidazione congrua per “aver raggiunto gli obiettivi”. Sul sito di Acea c’è scritto che “il gestore è tenuto ad assistere i clienti attuali e potenziali”. Ebbene, questo obiettivo Donnarumma non l’ha raggiunto.