Abbracci hot in piscina, bagnino blocca la coppia gay e viene “processato”

Il bagnino del lido lo ha spiegato bene alla coppia gay: “Il vostro comportamento sarebbe stato considerato intollerabile anche se l’avesse tenuto una coppia etero”. Niente da fare: su quel ragazzo e sui gestori del lido Arcobaleno di Salerno s’è scatenata la bufera, con le solite accuse di omofobia per aver bloccato i due fidanzati omosessuali a causa del loro atteggiamento troppo disinvolto tenuto davanti a famiglie e bambini.

Immediatamente sono scese in campo i circoli Arcigay di Caserta e Salerno, che hanno divulgato ai giornali la versione dei fatti dei due ragazzi gay: “Eravamo in piscina come tutti gli altri, come facevano tutte le coppie eterosessuali presenti, anche noi ci siamo abbracciati mentre eravamo in acqua. Con il senno di poi posso dire che avevamo notato qualche anziano che ci fissava e un uomo che addirittura ci ha indicati ma non gli abbiamo dato peso, sicuri che i gestori del lido ci avrebbero tutelato da qualsiasi evento spiacevole. E invece non è andata così”.

Il bagnino ha chiesto loro di darsi una calmata. “Il bagnino si è avvicinato intimandoci di essere più composti. Ha usato esattamente questo termine adducendo la motivazione della presenza, in quei luoghi, di bambini. Provando profondo disagio nel sentirci definire disturbatori dei bambini, abbiamo preferito uscire dalla piscina e allontanarci”. A nulla è valsa la spiegazione del bagnino, che ha detto loro che si sarebbe rivolto così anche ad una coppia eterosessuale. A raccontare l’episodio è stato uno dei ragazzi coinvolti: A. I., 17enne casertano attivista nel Gruppo Giovani di “Rain Arcigay Caserta” onlus, che venerdì era in piscina con il fidanzato salernitano, 18enne. Le accuse sono di omofobia, anche se i gestori del lido negano discriminazioni: “Ai ragazzi – riporta Repubblica – due giovani è stato riservato lo stesso composto e rispettoso atteggiamento che negli anni abbiamo adottato con coppie etero che si erano dimostrate particolarmente espansive e calorose all’interno della nostra struttura”, ha spiegato la famiglia Iavarone, titolare del Lido.