Yemen, colera fuori controllo: 2000 morti, 5000 nuovi casi al giorno

“Lo Yemen è alle prese con la più grande epidemia di colera a livello mondiale, con 368.207 casi sospetti e 1.828 morti riportati dal 27 aprile 2017. Ogni giorno 5mila yemeniti sviluppano i sintomi” della patologia. Sono gli ultimi dati diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità che avverte: “L’epidemia è lontana dall’essere sotto controllo. La stagione delle piogge è appena iniziata e può aumentare il ritmo della trasmissione”. A farne le spese sono i più vulnerabili. Basti pensare che i bambini sotto i 15 anni rappresentano il 41% di tutti i casi sospetti e gli over 60 pesano per un terzo sul totale dei decessi. L’Oms è in campo con i partner sanitari per fronteggiare l’emergenza, si stanno concentrando le risorse e gli sforzi – spiega l’Agenzia Onu – su interventi che permettano di trattare più efficacemente le persone colpite e di ridurre ulteriormente la diffusione del colera. Fra le misure l’allargamento dell’accesso all’acqua e ai servizi igienici, la creazione di centri di trattamento, la formazione degli operatori sanitari, il rafforzamento della sorveglianza e la collaborazione con le comunità in materia di prevenzione. “La risposta sta funzionando, ma dobbiamo ampliarla”. Più del 99% delle persone che si ammalano di sospetto colera e che riescono ad accedere ai servizi sanitari sopravvivono. “Dobbiamo offrire punti per la terapia di reidratazione orale salvavita e centri di trattamento per il maggior numero possibile di persone”. Ed è necessario, incalza l’Oms, “rompere il circolo vizioso di malnutrizione e diarrea”. C’è prudenza nell’interpretazione dei dati: sebbene dall’attività di sorveglianza arrivi una conferma della diminuzione di casi sospetti nelle ultime settimane in alcuni dei governatori più colpiti (Amanat al-Asimah, Amran e Sana’a), “i numeri – osserva l’Oms – dovrebbero essere interpretati con grande cautela, dato un arretrato nell’analisi dei casi sospetti. Continuiamo a monitorare la situazione”. Ma “anche se l’epidemia comincia a rallentare in alcune aree, migliaia si ammalano ogni giorno e la situazione rimane allarmante”. In più la situazione del sistema sanitario non aiuta: oltre la metà delle strutture yemenite sono chiuse o solo parzialmente funzionali, 14,8 milioni di persone non hanno accesso alla sanità di base. In più, 14,5 milioni non hanno accesso regolare all’acqua pulita e ai servizi igienici perché le infrastrutture sono state interrotte, e si registrano infine problemi di sicurezza alimentare per 17 milioni.