Venezuela, Maduro fuori controllo: arresta un magistrato della Corte Suprema

Un nuovo arresto di “peso” scuote il Venezuela e mostra alla comunità internazionale la debolezza istituzionale del presidente Maduro ogni giorno più incapace di gestire il Paese.

Il leader dell’opposizione Julio Borges, denuncia che la polizia ha arrestato uno dei 33 magistrati della Tsj, la Corte suprema di giustizia, sostenendo che la detenzione del magistrato Ángel Zerpa è “proditoria e ingiustificata” da parte delle forze di sicurezza dello Stato che “servono la dittatura”. Un’allusione al governo del presidente, Nicolás Maduro.

“Condanniamo la detenzione arbitraria da parte della forze di sicurezza del magistrato costituzionalmente eletto dall’Assemblea Angel Zerpa” dice Borges secondo il quale  Zerpa sarebbe stato arrestato dai funzionari della polizia politica del Venezuela, il servizio di intelligence nazionale.

Ángel Zerpa fa parte dei 33 magistrati nominati dall’opposizione venezuelana per formare una sorta di organismo parallelo. L’opposizione ritiene infatti che gli attuali 33 membri del Tribunale supremo del Venezuela siano stati designati in modo illegittimo dall’ex-maggioranza chavista che fa capo al presidente del Venezuela Nicolas Maduro.

Secondo il Tribunale supremo di giustizia, il Tsj, questo organismo parallelo costituito dall’opposizione è illegittimo e configura i reati di “usurpazione di funzione” e “tradimento della patria “, punibili con il carcere.

E, intanto, un nuovo sciopero generale anti-Maduro è stato convocato dall’opposizione venezuelana per mercoledì e giovedì, ovvero tre giorni prima dell’elezione dei 545 membri dell’Assemblea costituente del Venezuela proposta dal presidente Nicolás Maduro per riformare la Magna Carta, in programma domenica 30 luglio.

L’annuncio è stato dato dal deputato dell’opposizione Simón Calzadilla, come portavoce della coalizione del Tavolo del Mud, l’Unione Democratica, che ha spiegato come lo sciopero, dopo quello di giovedì scorso che ha paralizzato il paese, rientra nelle azioni per fermare l’elezione della Costituente “illegittima e fraudolenta”. Calzadilla ha aggiunto, inoltre che venerdì 28 luglio è in programma una grande mobilitazione a Caracas e, a seconda della risposta del governo, saranno programmate manifestazioni per sabato 29 e domenica 30, giorno delle elezioni.