Usa, la polizia uccide 492 persone da gennaio: 1 su 4 aveva disturbi mentali

Non migliora il bilancio complessivo delle vittime della polizia negli Stati Uniti anche se diminuisce quello delle vittime disarmate. Nei primi sei mesi dell’anno, gli agenti hanno aperto il fuoco e ucciso un totale di 492 persone, una cifra quasi identica al bilancio dello stesso periodo dei due anni precedenti, emerge dal nuovo capitolo dell’inchiesta avviata nel 2015, dopo l’uccisione a Ferguson dell’afroamericano, disarmato, Michael Brown, che il Washington Post continua ad aggiornare. Al 16 giugno, il bilancio del 2017 era esattamente identico a quello del 2016. Il numero delle uccisioni da parte della polizia è raddoppiato nel 2015 a mille vittime, non è calato l’anno successivo, né è destinato a calare quest’anno. Sono invece state uccise dalla polizia nei primi sei mesi di quest’anno 27 persone disarmate, erano state 34 nello stesso periodo dello scorso anno e 50 nei primi sei mesi del 2015. “Questi dati dimostrano che il numero degli agenti coinvolti in episodi violenti è una costante nel tempo. Alcuni luoghi migliorano, altri peggiorano, ma la situazione si sta stabilizzando. Questa è la nostra società nel XXI secolo”, ha commentato il criminologo dell’Università della Carolina del Sud, Geoffrey Alpert, in una intervista al quotidiano americano. Quest’anno, una vittima su quattro della polizia aveva disturbi mentali. E, come gli altri anni, la maggior parte delle vittime sono maschi bianchi armati, anche se i morti afroamericani sono il 26 per cento del totale (gli afroamericani sono tuttavia il sei per cento della popolazione). Lo scorso anno tuttavia erano il 32 per cento del totale. Nello stesso periodo, quest’anno sono stati uccisi 21 agenti di polizia, due in meno rispetto allo scorso anno.