Usa, il governo blocca l’ingresso dei trans nell’esercito. L’aveva voluto Obama

Stop alla “rivoluzione” transgender nell’esercito Usa, che era stata varata dall’amministrazione Obama. Il governo ha deciso, infatti, uno slittamento dell’avvio del programma di reclutamento delle persone transessuali, che sarebbe dovuto entrare in vigore in questo inizio di luglio. 

I dubbi sull’ingresso dei trans nell’esercito

A bloccare l’accesso all’esercito delle persone transessuali è stata una richiesta del segretario della Difesa Jim Mattis, che ha impugnato la decisione presa lo scorso anno dall’amministrazione Obama. A preoccupare gli Stati maggiori sono le conseguenze che l’apertura potrebbe avere per le forze armate. E proprio a cercare di comprenderle meglio saranno dedicati i sei mesi di proroga ottenuti prima che il programma diventi operativo. 

La decisione finale resta aperta

Gli Stati maggiori saranno impegnati nella realizzazione di un nuovo rapporto sull’impatto del reclutamento transgender sulle funzioni delle forze armate e, in particolare, sulla loro prontezza e capacità di difendere il Paese. Le conclusioni del rapporto dovranno essere consegnate a Mattis entro il prossimo primo dicembre. Lo slittamento, ha poi tenuto a precisare il segretario alla Difesa, «non determina in alcun modo» la decisione finale